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Cani seduti

Giardino di Boboli

Autore: Ferrucci Romolo Detto Romolo Del Tadda
Tipologia: scultura

Descrizione

Francesco Ferrucci Romolo, che aveva lavorato nella parete dell'udienza nel 1591 , è ricordato dal Baldinucci: "discepolo di Andrea Ferrucci , .... molto si segnalò nello scolpire in pietra ogni sorta di animali quadrupedi onde dai Serenissimi Duchi di Toscana fu fatto gran capitale di sua virtù, per mezzo di cui non poca amenità e vaghezza accrebbero al giàrdino di Boboli, in varie parti del quale furono situate leoni, tigri, lupi, cignali e altre fiere, ove acquattate come in luogo di loro ritiro fra l'ombre de salvatichi ... perfetta imitazione di animali di tal fatta e all'espressiva dei loro gesti, e di lor moti ed eziando in ciò che tocca alla varietà, proporzione e sveltezza de muscoli loro, non sappiamo vedere chi altri fin a" tempi suoi abbia fatto più o meglio" . Ancora il Baldinucci ci informa che vi era un "concetto vago" nella disposizione degli animali a guisa di un teatro di caccia predisposto sotto la ragnaia. Tuttavia nel testo del Cambiagi , i vari animali si ritrovano sistemati a uso ornamentale nel giardinetto di Madama, intorno alla peschiera, all'imbocco dei viali dell'Isolotto e all'ingresso del 'Labirinto' di verzura ora distrutto. La maggioranza delle sculture ad esso mancanti, sono state probabilmente disperse a seguito della risistemazione leopoldina del Giardino, giacché ancora nel 1789 sono ricordati dal Soldini nei luoghi sopra citati. Nel 1758 gli animali furono 'restaurati', ma forse pressocchè rifatti come risulta per altre sculture del giardino fortemente erose, dall'inglese Jansen per conto di Pietro Leopoldo.

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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