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Esplora i musei e i luoghi di Firenze

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Museo Novecento

310 opere

Il Museo Novecento si trova a Firenze, all'interno dell'antico Spedale delle Leopoldine in Piazza Santa Maria Novella. È dedicato all'arte italiana del XX secolo e propone una selezione di circa 300 opere distribuite in 15 ambienti. È stato inaugurato il 24 giugno 2014.

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Giardino di Boboli

131 opere

Divenuto modello di "giardino all'italiana", Boboli rappresenta un vero e proprio museo a cielo aperto con terrazze, cascate d'acqua, fontane, boschetti, laghetti, statue e grotte, come quella celebre di Madama o di Buontalenti. Venite a scoprire una meraviglia di Firenze!!

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Galleria degli Uffizi

219 opere

L'origine della Galleria degli Uffizi, uno dei più grandi musei del mondo, risale al 1560, quando Cosimo I de' Medici commissionò a Giorgio Vasari la costruzione di un grande edificio a due ali, "oltre il fiume e quasi nell'aria", destinato ad ospitare gli uffici amministrativi e giudiziari (Uffizi) dello Stato fiorentino. Tali uffici vennero arricchiti da preziosi capolavori d'arte della famiglia Medici, a cui nei secoli si è aggiunto un patrimonio immenso di sculture, miniature, arazzi e autoritratti. Tra le oltre duemila opere esposte, ci sono quelle di celebri artisti come Leonardo, Botticelli, Giotto, Cimabue, Paolo Cecello, Simone Martini,Piero della Francesca, Michelangelo, Filippino Lippi, Raffaello, Tiziano e tantissimi altri.

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Loggia dei Lanzi

13 opere

Sulla destra di Palazzo Vecchio si trova la Loggia dei Lanzi, costruita nel Trecento come luogo per ospitare le cerimonie pubbliche e le assemblee. Il termine Lanzi deriva da Lanzichenecchi, i soldati tedeschi che lavoravano al seguito dei Medici. Sotto la loggia ci sono moltissime statue, fra le quali il capolavoro bronzeo di Benvenuto Cellini, che rappresenta Perseo con la testa di Medusa.

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Museo dell'opera del Duomo

133 opere

Il Museo dell'Opera del Duomo raccoglie opere d'arte provenienti dal complesso sacro del Duomo di Firenze, Battistero e Campanile di Giotto, con un nucleo importantissimo di statuaria gotica e rinascimentale. Tra le opere più importanti, lavori di Andrea Pisano, Arnolfo di Cambio, Nanni di Banco, le Porte di Ghiberti, la Pietà Bandini di Michelangelo ed una delle più ampie collezioni al mondo di opere di Donatello, seconda solo al Museo nazionale del Bargello.

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Sculture dei tabernacoli esterni della Chiesa di Orsanmichele

14 opere

La chiesa di Orsanmichele, detta anticamente anche chiesa di San Michele in Orto, si trova a Firenze ed era una loggia costruita in origine per il mercato delle granaglie, in seguito trasformata in chiesa delle Arti, le antiche corporazioni fiorentine. La chiesa occupa il solo piano terreno, mentre il piano primo era il vero e proprio deposito delle granaglie ed il piano secondo probabilmente era usato dalle corporazioni fiorentine. Nel frattempo, dal 1339, l'arte della Seta aveva chiesto al Comune il permesso per eseguire una serie di tabernacoli con le statue dei santi protettori delle Arti, cosa che venne accolta solo nel 1404, nonostante alcune Arti avessero già fatto approntare alcune statue. Venne allora stabilito quali arti avevano il privilegio di uno dei quattordici tabernacoli, la cui decorazione doveva avvenire entro dieci anni pena la perdita del diritto a favore di un'altra Arte. In realtà i tempi furono spesso più lunghi. Ne nacque così uno straordinario ciclo scultoreo dei più grandi artisti fiorentini soprattutto del Quattrocento (Nanni di Banco, Donatello, Brunelleschi, Verrocchio, Ghiberti e altri), che composero uno straordinario compendio del passaggio dalle forme tardogotiche a quelle pienamente rinascimentali.

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Piazza della Signoria

7 opere

La storia della piazza risale a quando i guelfi presero definitivamente il potere della città e decisero di radere al suolo le case dei ghibellini. Da questo "abbattimento" deriva la particolare forma a L della piazza. Nel mezzo spicca la statua del Nettuno, di Niccolò Ammannati, chiamata ironicamente dai fiorentini il Biancone. Accanto alla statua c'è una lapide in memoria di Girolamo Savonarola, il frate domenicano che aveva guidato la città dopo la morte di Lorenzo Il Magnifico e promosso una nuova forma di governo popolare.Per il grande scompiglio suscitato nell'ambiente dei potenti venne bruciato come eretico insieme a suoi due discepoli il 23 maggio 1498.

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Galleria d'Arte Moderna

824 opere

La Galleria d'arte moderna è uno dei musei ospitati in palazzo Pitti a Firenze. Questa vasta collezione offre un panorama italiano completo del periodo artistico dalla fine del Settecento (epoca neoclassica) ai primi decenni del Novecento, basata sulla pittura italiana ma con qualche importante scultura coeva e con significativi esempi di artisti stranieri. È ospitata, in ordine cronologico, nell'ala nord del Palazzo al secondo piano in più di trenta stanze, una delle ultime aree del palazzo ad essere convertite in museo, dove fino agli anni trenta del Novecento hanno saltuariamente vissuto i rappresentanti di Casa Savoia in visita alla città e dove era ospitata la Biblioteca Palatina, confluita in parte nella Biblioteca Magliabechiana, nonché una parte nel mezzanino detto degli occhi, dal tema della decorazione.

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Museo Marino Marini

168 opere

Il museo conserva 183 opere di Marino Marini (1901-1980): sculture, dipinti, disegni e incisioni. La loro disposizione è tematica piuttosto che cronologica, intendendosi come tema più uno stato d’animo che un soggetto iconografico in senso stretto: essa ruota intorno all’imponente scultura “Gruppo equestre dell’Aja” (1957-58) collocato nell’epicentro e immerso nella luce naturale proveniente dalla grande vetrata. Marino considerava la luce naturale un vincolante elemento di lettura della propria opera: questo criterio è pienamente accolto e sfruttato nel museo; i punti di osservazione sono molteplici, ovviando così all’avversione dell’artista per “l’opera sul piedistallo”, concetto assai distante dalla poetica mariniana. Le opere sono state donate in momenti diversi da Marino Marini e dalla moglie Marina. Nel 1980 fu donato dall’artista al Comune di Firenze il primo nucleo di opere, costituito da 22 sculture, 31 dipinti, 30 disegni e 30 incisioni. Successivamente, nel 1988, la vedova Marini donò al Comune di Firenze altre 42 opere al fine di rendere più completa ed approfondita la collezione del museo. Nel frattempo il patrimonio museale si è arricchito di ulteriori 25 opere donate dalla signora Marini e da altri donatori: dalla signora Del Vecchio, dal lascito testamentario Jesi e dalla signora Freccia. Il museo contiene esclusivamente opere di Marino Marini eseguite tra il 1916 e il 1977, tutte esposte sui quattro livelli del museo.

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Chiesa di S. Procolo

60 opere

L'antica chiesa romanica risalente al XIII secolo era orientata fino al Cinquecento verso ponente. La facciata attuale, nel luogo dell'abside, è in pietra grezza con rosone centrale tamponato e due ampie finestre laterali. Altre tre finestre si aprono sulla fiancata lungo via Pandolfini, nella quale sono riemerse antiche strutture romaniche. L'edificio venne ristrutturato dal 1739 al 1743 quando divenne sede della confraternita di Sant'Antonio Abate dei Macellai, soppressa poi nel 1785 e, definitivamente XIX secolo.

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Chiesa di S. Trinita

13 opere

La basilica di Santa Trìnita è una delle basiliche più importanti nell'evoluzione storico artistica della città di Firenze; secondo l'uso fiorentino, che rispecchia la pronuncia latina al nominativo, ha la caratteristica pronuncia sdrucciola: Trìnita. Si affaccia sull'omonima piazza Santa Trinita e dà il nome anche al vicino ponte Santa Trinita. Ha la dignità di basilica minore.

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Chiesa dei SS. Vito e Modesto a Bellosguardo

85 opere

Di antichissima fondazione, secondo alcuni è legata al fatto che una parte di questa collina apparteneva ai cavalieri gerosolimitani, che verso la fine dell'XI secolo vi iniziarono a costruire una chiesa dedicata al Santo Sepolcro. All'esterno la chiesa è preceduta da un loggiato tardo-quattrocentesco con varie lastre tombali e sulla facciata si innalza il campanile. In epoca recente è stata applicata una cancellata a protezione del porticato. All'interno è conservata una tela seicentesca con l'Angelo Custode di Filippo Tarchiani, il Martirio di santa Cristina del pittore inglese dell'Ottocento George Augustus Wallis, in stile preraffaellita, e una tela seicentesca di san Vito e i suoi mentori, forse della bottega di Francesco Curradi, nativo della zona. Al di sotto delle tele di Tarchiani e Wallis sono stati riportati alla luce alcuni affreschi: quelli del 1391 sulle Storie di san Vito, forse di Jacopo da Firenze (attribuzione di Miklós Boskovits) e quello del 1577 che rappresenta le Stimmate di san Francesco d'Assisi, di ignoto. Sempre di ignoto autore (della fine del Cinquecento o inizi del Seicento) è la tela raffigurante Santa Caterina d'Alessandria fra i santi Rocco e Francesco, di scuola toscana. Del XIX secolo la tela Santa Caterina da Bologna.

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Chiesa di S. Agata

173 opere

La sua fondazione del monastero risale al 1185 circa, e fu sede di vari ordini monastici femminili, ben dodici. Tra quelli che vi risiedettero più a lungo: dal 1211 al 1286 delle monache di sant'Agata, poi le monache camaldolesi di Bibbiena, profughe dal Casentino in seguito alla battaglia di Campaldino (1289), poi dal 1780 vi risiedettero le Montalve e a queste nel 1794 subentrarono le oblate agostiniane di San Giuseppe di San Frediano, provenienti da Monticelli. Fu uno de' più ricchi monasteri della città per i molti lasciti e per la riunione che gli fu fatta in più tempi di altri monasteri e luoghi pii. La chiesa fu fatta costruire a proprie spese da Lorenzo Pucci nel 1592, incaricando Alessandro Allori, che qui diede una rara prova come architetto.

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Chiesa di S. Egidio

347 opere

Di antichissima fondazione, faceva parte di un convento romanico che era situato fuori le mura. Incluso nella cerchia arnolfiana, nel 1288 si trovò davanti al primo nucleo dell'ospedale di Santa Maria Nuova, fondato da Folco Portinari e presto ampliato, tanto che nel 1296 il primo spedalingo Benedetto Ridolfo da Montebonello, coi figli di Folco, decise di acquistare il convento di Santì'Egidio per farne una nuova sede. All'epoca infatti era abitato da soli otto frati "della Penitenza di Gesù Cristo" detti "della Sacca", e venne stabilito un presso di 2140 fiorini. Da allora Sant'Egidio divenne la chiesa dell'ospedale, e tuttora ne segue le sorti.

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Chiesa di S. Martino alla Scala

22 opere

L'ospedale di Santa Maria della Scala (poi monastero di San Martino alla Scala) è una struttura storica di Firenze. La struttura ospedaliera (che ha dato il nome alla strada), venne fondata nel 1313 da Cione di Lapo Pollini, console dell'Arte della Lana, per i poveri, i pellegrini, i malati ambosessi e le partorienti, oltre che per i fanciulli abbandonati, e messa sotto le dipendenze dell'ospedale di Santa Maria della Scala di Siena. Nel 1481 Sandro Botticelli dipinse per la chiesa una grande Annunciazione ad affresco, ora staccata e conservata agli Uffizi. Altri affreschi tardo-trecenteschi con Storie di san Bernardo degli Uberti vennero staccati e collocati nella villa di Vincigliata, a Fiesole.

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Chiesa di S. Filippo Neri già S. Firenze

290 opere

Il complesso di San Firenze, situato nell'omonima piazza, è uno dei rari esempi di stile barocco nel centro di Firenze, il più importante del periodo tardo di questo stile. È stato a lungo occupato dal tribunale e dagli uffici giudiziari, tranne la chiesa di San Filippo Neri, sempre officiata. Dopo il trasferimento nel palazzo di Giustizia di Novoli, il complesso è ritornato nella disponibilità del Comune in quanto proprietario, e alcuni spazi sono stati usati per occasionali eventi, nell'attesa di un restauro globale. Dal luglio 2017 ospita il Centro internazionale per le arti dello spettacolo Franco Zeffirelli, che raccoglie l'intero patrimonio artistico e culturale del maestro

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Chiesa di S. Giovannino dei Padri Scolopi

146 opere

Esisteva in questo sito un piccolo oratorio dedicato a san Giovanni Evangelista sin dal 1351, quando un tale Giovanni di Lando della famiglia Gori lasciò una cospicua eredità per l'edificazione dell'edificio di culto. Con l'arrivo della Compagnia di Gesù in città (1557), il granduca Cosimo I affidò ai padri gesuiti la chiesetta ormai malandata, che fu presto riedificata a partire dal 1579, su progetto di Bartolommeo Ammannati, l'architetto di corte. I lavori iniziarono dall'attiguo Collegio; in seguito si iniziò a ricostruire anche la chiesa ispirandosi alla chiesa del Gesù a Roma (1581). I lavori, che proseguivano particolarmente a rilento per quanto riguarda la chiesa, passarono a Giulio Parigi e successivamente ad Alfonso Parigi il Giovane, che terminò l'opera solo nel 1661.

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Chiesa di S. Salvatore al Monte o S. Francesco al Monte alle Croci

135 opere

La chiesa di San Salvatore al Monte è un luogo di culto cattolico di Firenze situato sulla collina dietro il piazzale Michelangelo, detta il Monte delle Croci, appena al di sotto della basilica di San Miniato. Negli ultimi decenni del Quattrocento per volontà prima del ricco mercante Castello Quaratesi e, dopo la sua morte, dall'Arte di Calimala (come ricorda lo stemma con l'Aquila sul frontone), si intraprese un rifacimento dell'edificio, su progetto di Simone del Pollaiolo, detto il Cronaca, fra il 1499 e il 1504. A partire dall'assedio del 1529, e per tutto il secolo XVI, la chiesa e il convento subirono gravi danni, solo in parte arginati da restauri, tanto che nel 1665 i frati lasciarono definitivamente San Salvatore, in stato di avanzata decadenza, ai francescani spagnoli detti Scalzetti, e si trasferirono in Ognissanti, portando con sé molti degli arredi e decorazioni.

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Museo Egizio

126 opere

Il Museo Egizio di Firenze è secondo in Italia solo al famoso Museo Egizio di Torino. Un primo nucleo di antichità egiziane era presente a Firenze già nel Settecento nelle collezioni medicee, ma nel corso dell’Ottocento fu ampiamente incrementato. Grande merito in proposito ebbe il Granduca di Toscana Leopoldo II, che, oltre ad acquistare alcune collezioni, finanziò insieme a Carlo X re di Francia, una spedizione scientifica in Egitto negli anni 1828 e 1829. La spedizione era diretta da Jean Francois Champollion, il decifratore dei geroglifici e dal pisano Ippolito Rosellini colui che sarebbe diventato il padre dell’egittologia italiana, amico e discepolo di Champollion. I numerosi oggetti raccolti lungo il viaggio, sia eseguendo scavi archeologici, sia acquistando reperti da mercanti locali, furono equamente suddivisi al ritorno tra il Louvre di Parigi e Firenze. Nel 1855 fu istituito formalmente il Museo Egizio di Firenze e nel 1880 l’egittologo piemontese Ernesto Schiaparelli, il futuro direttore del Museo Egizio di Torino, fu incaricato di trasferire e riordinare le antichità egiziane nell’attuale sede insieme al Museo Archeologico. Con Schiaparelli le collezioni fiorentine ebbero un nuovo notevolissimo incremento, grazie ai suoi scavi e acquisti effettuati in Egitto prima di trasferirsi a Torino. L’ultimo gruppo di raccolte pervenute al Museo Egizio di Firenze consiste in donazioni di privati e di istituzioni scientifiche: in particolare sono da ricordare i reperti donati dall’ Istituto Papirologico Fiorentino, provenienti dagli scavi effettuati in Egitto tra il 1934 e il 1939. Fra questi reperti è la collezione di stoffe di epoca Copta, che è una delle più ricche e importanti del mondo.

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Museo di Palazzo Vecchio

304 opere

Palazzo Vecchio si trova in piazza della Signoria a Firenze ed è la sede del Comune. Rappresenta la migliore sintesi dell'architettura civile trecentesca cittadina ed è uno dei palazzi civici più conosciuti nel mondo. Chiamato in origine palazzo dei Priori, venne successivamente identificato nel XV secolo come palazzo della Signoria, dal nome dell'organismo principale della Repubblica di Firenze; nel 1540 divenne "palazzo Ducale", quando il duca Cosimo I de' Medici ne fece la sua residenza; infine il nome Vecchio lo assunse dopo il 1565 quando la corte del Duca Cosimo si spostò nel "nuovo" Palazzo Pitti. Non sono presenti porte o aperture per la sicurezza di chi amministrava il potere. Ci si poteva accedere solamente dal cortile Dal 1865 al 1871 fu sede del Parlamento del Regno d'Italia, mentre oggi ospita il Sindaco di Firenze e vari uffici comunali. Vi si trova inoltre un museo, che permette di visitare le magnifiche sale dove lavorarono, fra gli altri, Agnolo Bronzino, Ghirlandaio, Giorgio Vasari, e dove sono esposte opere di Michelangelo Buonarroti, Donatello, Verrocchio. L'edificio si è gradualmente ingrandito verso est, arrivando ad occupare un isolato intero e allungando l'iniziale parallelepipedo trecentesco fino a quadruplicarne le dimensioni, con una pianta che ricorda un trapezio del quale la facciata è solo il lato più corto. Sulla facciata principale a bugnato, la Torre di Arnolfo è uno degli emblemi della città.

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Museo Stefano Bardini

428 opere

Il Museo ospita la raccolta dell’antiquario ottocentesco Bardini, il quale, alla sua morte, cedette la sua splendida collezione al Comune di Firenze. Nel Museo, oltre ai numerosi capolavori di arti minori, sono ammirabili, anche, sculture e dipinti; tra le opere principali sono conservate la statua della Carità, opera di Tino di Camaino, risalente all’inizio del XIV secolo, la Madonna dei Cordai di Donatello e la tavola con San Michele Arcangelo e il drago, eseguita tra il 1460 e il 1470 dal Pollaiolo.

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Museo dell'Ospedale di Santa Maria Nuova

158 opere

L'ospedale di Santa Maria Nuova è un ospedale di Firenze, situato nell'omonima piazza, nel centro storico. Fondato nel 1288 da Folco Portinari, padre della celebre Beatrice amata da Dante, è l'ospedale più antico della città tra quelli tuttora pienamente attivi, e uno dei più vecchi d'Europa. Nella sua storia plurisecolare l'ospedale e la sua chiesa di Sant'Egidio furono abbelliti da importantissime opere d'arte, oggi in parte confluite in istituzioni museali o tuttora in loco; inoltre riveste un posto nella storia della medicina grazie soprattutto all'antica Facoltà di Medicina e Chirurgia e all'attività di Maurizio Bufalini. Il complesso appare nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale.

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Cimitero monumentale delle Porte Sante

519 opere

Il cimitero delle Porte Sante è un cimitero monumentale di Firenze situato entro il bastione fortificato della basilica di San Miniato al Monte. Il cimitero si snoda sul bastione michelangiolesco attorno a San Miniato. Il lato panoramico (piazzale Galleria, piazzale Fontana), accanto alla scalinata che porta alla basilica, è occupato da alcuni dei monumenti più prestigiosi (Spadolini, Cecchi Gori, Annigoni, Papini...), mentre la parte più antica si trova sul retro della basilica, con le sepolture ottocentesche (Vecchia Galleria e bastione Pian di Sco'), che si trovano ai lati dei perpendicolari viali Coveri e Longinotti. Sepolture per lo più degli anni dieci, venti e trenta del Novecento si trovano nei bastioni occidentale e nord-occidentale, mentre nella proseguire nelle zone Pozzo e Montagnola si trovano le tombe per lo più dagli anni Quaranta in poi. Le cappelle gentilizie si trovano lungo il perimetro oppure, in costruzioni isolate, nella zona alle spalle della basilica e sud-est del palazzo dei Vescovi. Tra queste la cappella Pettini fu decorata da Galileo Chini. Infine un colombario moderno (nuova Galleria), si trova parzialmente interrato tra il piazzale Galleria e il baluardo del Cantiere.