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Trittico di San Matteo

Galleria degli Uffizi

Autore: Andrea di Cione Detto Andrea Orcagna
Tipologia: trittico
Sala: Sala 4 - A6

Descrizione

Il Trittico di san Matteo è un dipinto a tempera e oro su tavola dell'Orcagna e di Jacopo di Cione, databile fra il 1367 ed il 1368 circa. L'opera si trovava su un pilastro interno di Orsanmichele, all'origine della singolare conformazione convessa. Venne commissionata dai consoli dell'Arte del Cambio il 15 settembre 1367 all'artista che all'epoca era titolare di una delle più attive botteghe della Firenze dell'epoca. San Matteo era infatti il patrono dei cambiatori e lo stemma della corporazione si vede anche sui medaglioni in alto nel pannelli laterali. Il trittico è composto da tre tavole composte da una cornice cuspidata polilobata inserita in un rettangolo, con ai lati in alto due medaglioni, che nella tavola centrale sono decorati da due angeli, uno offerente una corona e l'altro la palma del martirio. La figura di san Matteo si erge a dimensione naturale nel pannello centrale, tutto di mano dell'Orcagna. Egli tiene in mano il Vangelo aperto e un pennino per scrivere. Si rivolge frontalmente allo spettatore e nella sua figura colpiscono i colori brillanti della veste (rosa, blu e rossa), che risaltano nel panneggio complessamente pieghettato, evitando schematismi e "svolazzi" gotici che all'epoca iniziavano a prendere campo. Ai suoi piedi si trova un prezioso broccato, identico a quello presente in altri dipinti attribuiti a Jacopo. I pannelli laterali sono divisi su due registri e presentano storie del santo: a sinistra San Matteo ammansisce i due draghi di Vadabar e Vocazione di san Matteo; a destra San Matteo resuscita il figlio del re Egippo e Martirio di san Matteo. La lettura procede quindi in senso orario, da in basso a sinistra, fino a in basso a destra. Nelle Storie le figure sono esili e non proporzionate con gli sfondi architettonici, ove presenti, secondo quel filone di regressione delle conquiste giottesche del secondo Trecento fiorentino.

Photo Credits: catalogo.beniculturali.it - Text Credits: it.wikipedia.org

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