Lingue

Venere

Giardino di Boboli

Autore: Jean De Boulogne Detto Giambologna
Tipologia: statua

Descrizione

Di quest'opera il Baldinucci ricorda: "fece una bella femmina che fu posta sopra la tazza d'una fonte; figura attudinata per modo che osservata da quante vedute si vogliano, apparisce in atto meravigliosamente grazioso". La scultura è infatti una delle più belle di Giambologna, di solito considerata antecedente l'esecuzione delle parti restanti della fontana, e quindi destinata ad altro luogo. Non vi sono inoltre tracce per la fuoriuscita degli zampilli. L'eleganza delle movenze, la resa serica delle superfici e la composta torsione del corpo di fatto non legano con la parte sottostante caratterizzata da una vivacità di profili e da un gusto grottesco e naturalistico. L'accenno di Borghini, nella lettera del settembre 1583, al bel marmo da utilizzare per la grotta di Pitti, altro non può riferirsi che a questa fontana, non escludendo che possa essere stato destinato proprio alla statua, giacché Stoldo Lorenzi lo aveva fatto cavare per una figura. Non è stato poi abbastanza osservata la vicinanza con la 'Venere Medici' ora nella Tribuna degli Uffizi, per la testa volta, e nella delicatezza di modellato dell'insieme. Il marno antico risulta a villa Medici a Roma nel 1598, ma il Pelli la ricorda come un probabile acquisto precedente del cardinal Ferdinando. Avery vi osserva una ripresa figurativa dal tema 'Susanna e i Vecchioni'; mentre Keutner vi ha letto una derivazione dalla piccola scultura bronzea di Venere oggi a Vienna, databile intorno al 1564.

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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