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Nano Morgante

Giardino di Boboli

Autore: Valerio Cioli
Tipologia: scultura

Descrizione

Il Nano Morgante, soprannome di Braccio di Bartolo, fu il più celebre e popolare dei nani di corte di Cosimo I de' Medici, vissuto a Firenze nella seconda metà del XVI secolo. In molte corti europee erano presenti nani, detti anche omuncoli, che venivano usati come giullari e talvolta sbeffeggiati e ridicolizzati. Molti venivano ritratti nelle opere ufficiali al pari di curiosità stravaganti come gli animali esotici stravaganti. Il Nano Morgante fu ritratto dai maggiori artisti dell'epoca per compiacere il suo signore Cosimo. L'opera più famosa che lo riguardi è la Fontana del Bacchino del Giardino di Boboli, dove lo scultore Valerio Cioli lo ritrasse, già più avanti nell'età, in tutta la sua strabordante corposità nudo e a cavallo di una testuggine. Agnolo Bronzino ne dipinse un curioso doppio ritratto nel quale Morgante è rappresentato come "uccellatore" (cacciatore di uccelli con un'esca - probabilmente una civetta - che serviva per attrarre gli uccelli presso trappole poste lì vicino). Morgante tiene in una mano un gufo legato con una cordicella e attende. Sul retro si vede il risultato della sua caccia. Da notare come il doppio dipinto si inserisca nella discussione che il Varchi introdusse alla corte di Firenze proprio in quegli anni relativo al paragone delle arti, ovvero il primato della scultura o della pittura. Bronzino aveva eseguito quindi una pittura che poteva essere vista su più lati, come una scultura, in cui è rappresenta anche la dimensione temporale: vi è rappresentato il prima e il dopo la caccia.

Photo Credits: catalogo.beniculturali.it Text Credits: it.wikipedia.org

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