Lingue

Apollo

Giardino di Boboli

Autore: Baccio Bandinelli
Tipologia: statua

Descrizione

La genesi delle due sculture è descritta da Vasari nella vita del Bandinelli: "Aveva parimente fatto della medesima grandezza un Eva che sedeva la quale condusse fino alla metà e resto" indietro per cagione dello Adamo il quale dovea accompagnare: ed avendo dato principio ad un altro Adamo di diversa forma ed attitudine, gli bisognò mutare ancora Eva; e una prima che sedeva fu convertita da lui in una Cerere e la dette all'Illustrissima duchessa Leonora in compagnia d'uno Apollo che era un altro ignudo e che egli aveva fatto: e sua Eccellenza lo fece mettere nella facciata del vivaio che è nel giardino de' Pitti col disegno ed architettura di Giorgio Vasari". Il Bocchi lodò entrambe le statue , fatte "con infinito artifizio e prese dall'ordine della Natura". Ricordate e lodate anche nelle fonti successive, le due statue sono state commentate adeguatamente solo da Heikamp . Probabilmente la figura di 'Eva' eseguita per il coro del Duomo fiorentino iniziato nel 1547, fu donata al Granduca insieme al primo 'Adamo', trasformato poi in Bacco nel 1549. Il nuovo pendant di Eva-Cerere fu Apollo, un "faciullone" con evidente funzione di ornamento architettonico, senza particolari note compositive, che contraddistinguono al contrario figura femminile. Heikamp ha evidenziato la novità della posa seduta "instabile...con ricchezza di moti appena accennati...che richiama alla memoria le giovani esperienze leonardesche del Bandinelli". Entrambe le sculture furono collocate nelle nicchie dove ancora si trovano nel 1559, come testimoniano i documenti. La loro datazione esecutiva è da considerare fra il 1547 e l'aprile 1548, giacchè in questa data l'artista lavorava alla seconda versione di 'Adamo ed Eva' ora al Museo Nazionale, scoperta il 19 marzo 1549

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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