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Fontana delle scimmie

Giardino di Boboli

Autore: Niccolò Tribolo
Tipologia: Fontana
Sala: Giardino del Cavaliere

Descrizione

L'elegante fontana, posta al centro del giardino del Cavaliere fino al recentissimo restauro, non é mai esplicitamente ricordata dalle fonti settecentesche, ma doveva essere ivi collocata giacché si fa genericamente riferimento a un "vivaio" antistante la palazzina. La prima attenzione all'opera si deve a Berta Wiles che vi riconobbe l'assemblage dei pezzi, indicando nelle figure delle scimmie le parti smembrate dalla fontana di 'Sansone e il Filisteo' che il Giambologna eseguì per il Casino di San Marco su ordine di Francesco I, smembrata intorno al 1601 per farne dono al Re di Spagna. Nei disegni ora al Gabinetto Disegni e stampe degli Uffizi, furono riconosciute da Kriegbaum, quattro scimmie poste nella base della fontana, ora in Spagna. La critica successiva ne ha poi confutato l'appartenenza a tale complesso per la posa ruotata del corpo degli animali, che male si addice allo spazio frontale predisposto nella base, spostandone l'attribuzione a Pietro Tacca. Il semplice pilo a fusto si direbbe coevo al bellissimo 'putto' al centro del bacino, ascritto a Pierino da Vinci da Wiles. Non é certo se la fontana sia stata così composta intorno alla metà del Seicento quando il cardinale Leopoldo ordinò una prima sistemazione di questa zona del 'Cavaliere' , oppure provenga da altra parte del giardino se non da altre ville medicee Il bellissimo marmo del 'putto' al centro del bacino, avvicinato a Pierino da Vinci per una prima volta da Wiles , é stato riconsiderato come opera del Tribolo da Carlo Del Bravo, per motivi strettamente stilistici. La pienezza e tenerezza delle carni rimandano in fatti ai coevi modi pittorici del Correggio, invece più allungati e nervosi nell'allievo Pierino, confrontabili con i putti della fontana di Castello e con il satiro bronzeo documentato al 1549 ora al Museo Nazionale del Bargello. Resta comunque da considerare che Vasari, bene informato sull'attività del Tribolo, ricorda che questi diede a fare al giovanissimo Pierino "un fanciullo che stringe un pesce che getti acqua per bocca per le fonti di Castello". Il tema, di derivazione ellenistica, vicino al marmo del 'Putto che strozza l'oca ' premendovi sopra la mano, già nelle collezioni medicee nel 1589 , incontrò il gusto del tempo, tanto che Giambologna ne trasse due simili figure bronzee ora al museo del Bargello, eseguite per il Casino di San Marco: ciò costituisce un ulteriore legame fra la presente fontana e quell'ambiente di Francesco.

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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