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Donna che lava i capelli a un fanciullo

Giardino di Boboli

Autore: Valerio Cioli
Tipologia: gruppo scultoreo

Descrizione

Di questa bella invenzione di Valerio Cioli, che sembra vagamente ricordare nel tema la 'Lavandaia' di Pratolino ora distrutta, si perse il nome dell'autore e il tema durante la rimozione dal luogo d'origine effettuata prima del 1789. Del gruppo non vi è l'incisione del Vascellini e l'Inghirami nel 1819, osservandone "il grazioso concetto per una fonte", contraddisse l'idea che si trattasse di 'Venere e Amore', soggetto con cui era noto in quegli anni il gruppo in questione. Unico documento che attesti l'appartenenza al Cioli della 'Lavacapo' è la copia di una lettera dello scultore datata 31 luglio 1599: essa ricorda che questi attendeva ordini dal Granduca per recarsi a Carrara "a cavare marmi, de dua nani e de dua contadini per acompagnare la lavacapo, che e di già fatto, e Modelli di questi che di già V. A. gli aveva dato l'ordine ". Da quanto si è in grado di capire, il gruppo sembrerebbe già terminato e quella data. Dai capelli riversi del fanciullo sgorgava l'acqua che finiva nella peschiera o vivaio di Nettuno.

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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