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Sacra conversazione degli Ingesuati

Galleria degli Uffizi

Autore: Bigordi Domenico Detto Domenico Ghirlandaio
Tipologia: dipinto
Sala: Sala 15

Descrizione

La Sacra conversazione degli Ingesuati è un dipinto a tempera su tavola di Domenico Ghirlandaio, databile agli anni fra il 1484 ed il 1486 circa. Il dipinto si trovava sull'altare maggiore della chiesa di San Giusto alle Mura, detta degli Ingesuati, appena fuori dalle mura di Firenze. Si tratta di una sacra conversazione con una composizione ormai ben consolidata nella tradizione fiorentina. Ambientata su una terrazza, ha al centro la Madonna col Bambino seduta in posizione frontale su di un fastoso trono marmoreo, circondata da quattro angeli. Grande attenzione è riservata alla rappresentazione dei dettagli decorativi, tra cui il fregio con rilievi dorati incastonati di perle (simbolo di purezza), la piccola volta con rosoni, i sostegni laterali a forma di esuberanti reggi-candela. Sul manto della Vergine si trova la stella ricamata, antichissimo simbolo della grazia divina discesa su Maria e ricordo della cometa che guidò i Magi dopo la Natività. La spilla ovale appuntata sul suo petto è composta da un grande zaffiro, simbolo di castità e pudicizia, circondato da perle. Il Bambino è paffuto e in posizione benedicente, con in mano una sfera di cristallo con sopra una croce dorata con perle, che simboleggia il suo dominio sul mondo. Autentici brani di virtuosismo sono la resa delle trasparenze del vetro o del velo impalpabile che lo veste. Ai lati si trovano alcuni santi che si trovano su piani spaziali diversi, sintetizzabili nella diversa collocazioni sui vari gradini: a sinistra l'arcangelo Michele, con un'armatura lucida che venne ampiamente lodata da Vasari, a destra l'arcangelo Raffaele con il giglio. L'opera è esemplare dello stile di Ghirlandaio, che sviluppava i temi religiosi con una tecnica pittorica ineccepibile, ma anche con tono festoso e piacevole, ricco di dettagli ripresi dal vero, spesso tratti dalla quotidianità delle classi più agiate della Firenze dell'epoca. La composizione è armoniosa e perfettamente bilanciata, sia nel rapporto tra masse e volumi, che nell'alternarsi dei colori, preziosi e smaglianti. L'indagine analitica di alcuni dettagli rimanda alla volontà di emulazione dell'arte fiamminga, come è evidente nel prezioso tappeto anatolico ai piedi della Vergine o nella natura morta rappresentata dal vaso di fiori.

Photo Credits: catalogo.beniculturali.it Text Credits: it.wikipedia.org

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