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Pala di San Marco. Incoronazione della vergine

Galleria degli Uffizi

Autore: Sandro Botticelli
Tipologia: dipinto a tempera
Sala: Sala 15 - A13

Descrizione

La Pala di San Marco o Incoronazione della Vergine con i santi Giovanni Evangelista, Agostino, Girolamo ed Eligio è un dipinto a tempera su tavola di Sandro Botticelli, realizzato tra il 1488 ed il 1490. L'opera è articolata in due registri: uno terreno inferiore, con quattro santi e una doppia teoria di cherubini e serafini. La differenza tra i due registri è marcata anche dalla diversità dello sfondo: un sintetico paesaggio lacustre in basso e uno smagliante e arcaizzante fondo oro nella parte superiore. Si tratta di uno degli esempi più noti della "crisi mistica" che colse l'autore con l'arrivo di Girolamo Savonarola in città, innescando un profondo ripensamento sull'arte che portò Botticelli ad abbandonare i soggetti non sacri addirittura rievocando lo stile ormai desueto dei primi maestri fiorentini. La scena dell'incoronazione pare infatti ispirarsi a Beato Angelico, anche se, per quanto Botticelli cercasse di asciugare il proprio stile, restano evidentissime le differenze rispetto al modello: l'illuminazione è comunque incisiva e sbalza ormai con forte plasticità le figure, soprattutto nei voluminosi panneggi; le pose sono sciolte e quasi patetiche nel loro espressionismo, la varietà delle pose degli angeli, per quanto impostata a criteri di simmetria, è notevolmente accentuata. Alcuni particolari rivelano un forte virtuosismo, come i raggi di luce dorata che si diffondono dal centro del gruppo sacro, tra Maria e il Padre eterno , e che passano davanti all'angelo danzante, suggerendo uno sfondamento spaziale. In basso i santi hanno un'espressività marcata, con un accentuato chiaroscuro e una notevole plasticità. Colui che scrive è San Giovanni evangelista, ritenuto l’autore dell’ultimo Vangelo,. Sant’Agostino è l’ultimo a destra. Girolamo, in abito cardinalizio, guarda stupefatto la scena. Eligio, infine, guarda benedicente lo spettatore, richiamando la sua attenzione. La preminenza di Giovanni è a volte da messa in relazione con le predicazioni apocalittiche di Savonarola, che in quell'epoca scuotevano le coscienze fiorentine e che di lì a poco avrebbero provocato una nuova cacciata dei Medici dalla città . Profonda è anche la differenza di trattamento tra i due sfondi: sfolgorante di gloria quello celeste e deserta, irta di rocce desolate e distese d'acqua remote quello terrestre, a rimarcare l'attrattività del primo e la scabrosità del secondo. Appare ormai superata la chiarezza e la razionalità quattrocentesca verso una disposizione più libera dei personaggi che si svilupperà ulteriormente nel Cinquecento, segno ulteriore della crisi in atto nelle figurazioni dell'epoca.

Photo and Text Credits: it.wikipedia.org

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