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Madonna dell'Umiltà

Galleria degli Uffizi

Autore: Masolino Da Panicale
Tipologia: dipinto
Sala: Sala 7

Descrizione

La Madonna dell'Umiltà attribuita a Masolino o a Pesello è un dipinto a tempera e oro su tavola databile a prima del 1423. Il dipinto comparve sul mercato antiquario londinese nel 1930 e venne subito acquistato da Alessandro Contini Bonacossi, che la portò a Firenze. La pittura è di qualità altissima e in uno stato di conservazione molto buono, se si esclude una ridipintura sulla parte destra. L'opera, se assegnata a Masolino, sarebbe emblematica della produzione prima del sodalizio con Masaccio, documentato a partire dal 1424. Si tratta di una Madonna col Bambino raffigurata mentre allatta e seduta in terra, su un semplice cuscino, per cui detta dell'Umiltà, in contrapposizione al tipo della Maestà che era invece raffigurata su un trono. Questo tipo di iconografia fu molto frequente a Firenze fra la fine del Trecento e i primi decenni del Quattrocento. L'opera si basa sulle linee eleganti e ritmiche dei contorni, che disegnano sinuosi arabeschi in conformità con i dettami del gotico internazionale. Il più grande esponente di questo stile, Gentile da Fabriano, era dopotutto presente a Firenze sin dal 1421 e stava lavorando al suo capolavoro, l'Adorazione dei Magi. A questo stile appartengono anche le proporzioni aristocraticamente allungate, il gesto affettuoso e aggraziato verso il bambino gracile ed etereo, le ricercate armonie del colore. Accennano invece timidamente a uno stile più moderno alcuni effetti plastici, come il ginocchio ben piantato o il gesto realistico della mano che porge un seno al Bambino. La presenza di queste attenzioni sicuramente favorì Masolino nel contatto con Masaccio, facendone la personalità più predisposta a coglierne le novità.

Photo Credits: catalogo.beniculturali.it Text Credits: it.wikipedia.org

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