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Incoronazione Maringhi

Galleria degli Uffizi

Autore: Filippo Lippi
Tipologia: dipinto
Sala: Sala 8‎

Descrizione

L'Incoronazione della Vergine, nota anche come Incoronazione Maringhi, è una pala d'altare di Filippo Lippi, tempera su tavola, realizzata tra il 1439 e il 1447 circa. La Pala è composta da un unico grande pannello diviso però in alto da tre archi, che riprendono la forma tradizionale del trittico. La scena principale rappresenta uno scenografico affollamento di figure, tra angeli, santi e personaggi biblici, che sono ritratti in atteggiamenti vari ed informali e con le fisionomie fortemente caratterizzate, come veri e propri ritratti. La scena è ambientata in paradiso, ma Lippi non usa più l'arcaico fondo oro, ma un cielo a strisce che ricorda i sette cieli. Al centro in alto si trova in posizione dominante Dio Padre e la Madonna inginocchiata che sta per essere incoronata, entro un grandioso trono marmoreo costruito in prospettiva, con la nicchia a conchiglia (ripetuta anche in fondo ai braccioli) tanto cara al pittore. La presenza di Dio al posto di Cristo, figura tradizionale dell'iconografia, sottolinea la nascita di Maria senza peccato originale. Tra le figure al centro si riconoscono la Maddalena, san Lorenzo o, in posizione preminente, sant'Eustachio, titolare di uno dei più importanti altari della chiesa, con i due figli (Teofisto e Agapio) e la moglie Teofista, rappresentata con un volto estremamente dolce e aggraziato che guarda lo spettatore, come se fosse l'interlocutrice ideale per le ricche nobildonne fiorentine che frequentavano la chiesa: tradizionalmente Eustachio e la moglie sarebbero i ritratti del banchiere proprietario dell'altare a destra dell'altare maggiore e della sua consorte. L'austera e plastica monumentalità delle figure rivela lo studio delle opere di Masaccio, del quale il Lippi fu uno dei primi prosecutori, anche se in questa fase la sua pittura si era ormai orientata verso un maggiore senso della linea ritmica nei contorni, con una luce più avvolgente che, tramite il chiaroscuro più profondo, dà una maggiore morbidezza al rilievo dei personaggi.

Photo Credits: catalogo.beniculturali.it Text Credits: it.wikipedia.org

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