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Adorazione dei Magi

Galleria degli Uffizi

Autore: Albrecht Dürer
Tipologia: dipinto
Sala: Sala 42 - A42

Descrizione

L'Adorazione dei Magi è un dipinto a olio su tavola di Albrecht Dürer, siglato col monogramma e datato 1504. L'Adorazione si svolge secondo uno schema collaudato, con la Madonna di profilo che offre il Bambino all'adorazione dei Magi. La grande originalità dell'opera risiede però soprattutto nella commistione, ormai arrivata a un livello quasi perfetto, tra elementi italiani e nordici, che interessa la produzione del grande pittore tedesco dopo il suo rientro dal primo viaggio a Venezia, mentre tipicamente nordiche sono l'attenzione al dettaglio e la ricchezza dell'ornato, soprattutto nelle vesti e nei gioielli dei Magi, che però non scavalcano mai il senso armonico generale dell'insieme. Tipica di Dürer è poi la cromia che ricorda i toni luminosi e translucidi dell'acquerello, aggiornata alla ricchezza coloristica veneziana, con una dominante azzurrina nel cielo e nel paesaggio che è accostata ai colori più caldi delle figure in primo piano. Sapiente è quindi il dosaggio della saturazione dei colori, dalla scura capannuccia, da cui sporgono il bue e l'asinello ragliante, di grande naturalismo, fino al cielo terso e la straordinaria rocca sul picco di un monte sullo sfondo che appare velata dalla foschia, secondo le regole della prospettiva aerea, che genera un effetto di particolare preziosità ed amplifica la profondità spaziale, senza peraltro comprometterne mai l'unitarietà. Le figure si trovano disposte su più piani paralleli, evitando la frontalità rigida e creando sfondi diversificati per accentuare le figure principali. Perfette sono le proporzioni tra figure e ambiente. La Madonna indossa il tipico manto blu, che le dà un particolare rilievo plastico, e un velo bianco, che spicca facendo convergere l'occhio dello spettatore sulla sua figura e sul vicino Bambino. I tre Magi, uno giovane e di colore, uno di età matura e fisionomia nordica , uno anziano e di etnia caucasica, indossano una profusione di vesti ornate da ricami, pellicce e piume, con numerosi gioielli i cui riflessi luminosi testimoniano l'assimilazione della lezione fiamminga sui riflessi luminosi delle varie superfici. Portano doni che sono veri e propri capolavori d'oreficeria, riprendendo le forme dei reliquiari e di altri manufatti dell'epoca: sia il padre che i fratelli di Dürer erano infatti importanti orafi a Norimberga. Questa scena principale si svolge su una platea rialzata di qualche gradino, al di fuori della quale i colori delle figure diventano già più diafani, come nel servitore vestito alla turca in basso a destra, che fruga in una grande borsa di pelle. Sopra di esso si vedono alcuni cavalieri, che ricordano da vicino il gruppo sfondo dell'Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci, tanto che si pensa che Dürer dovette studiarne una copia su disegno o su stampa: ad esempio il cavallo che si impenna è quasi identico. L'edificio in rovina, con gli archi che ricordano l'architettura romana, era tipico delle scene dell'Adorazione e simboleggiava il sorgere del Cristianesimo dal Paganesimo e l'Ebraismo in rovina. Nel primissimo piano, tra frammenti di pietra disconnessi, sono raffigurati con meticolosità, a fronte di veri e propri studi dal vero, una serie di pianticelle e alcuni insetti, come la farfalla bianca, un cervo volante e un grillo. Essi hanno precisi significati simbolici, legati alla salvezza dell'uomo ottenuta tramite il sacrificio di Cristo.

Photo Credits: catalogo.beniculturali.it - Text Credits: it.wikipedia.org

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