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Pala di San Barnaba. Madonna con Bambino in trono con Santi e angeli

Galleria degli Uffizi

Autore: Sandro Botticelli
Tipologia: dipinto
Sala: Sala 10-14 - A11-A12

Descrizione

La Pala di San Barnaba è un dipinto a tempera su tavola di Sandro Botticelli, databile al 1487. Il dipinto è menzionato per la prima volta nel 1510 da Albertini, che lo ricorda sull'altare maggiore della chiesa di San Barnaba a Firenze. Era stato probabilmente commissionato dall'Arte dei Medici e Speziali che aveva il patronato della chiesa. Si tratta di una sacra conversazione impostata attorno all'alto trono marmoreo della Vergine col Bambino, sul quale si trova una conchiglia, simbolo di Maria/nuova Venere, e un baldacchino scostato da due angeli. Altri due li affiancano in un gioco di ritmi e simmetrie, e mostrano al Bambino i simboli della Passione, quali la corona di spine e i tre chiodi della Croce. Maria ha un'immagine dolce e affettuosa, leggermente allungata e longilinea come nella Madonna Bardi, dai lineamenti affilati che le danno un che di ascetico, in cui si possono leggere i segni della crisi mistica che colpì gradualmente l'artista dopo l'arrivo di Savonarola in città. Si avverte infatti una sottile tensione nei personaggi, che venne maggiormente evidenziata nelle opere successive. Più marcato è inoltre il plasticismo delle figure, l'uso del chiaroscuro e l'espressività è accentuata. L'architettura di sfondo riecheggia la sontuosità della classicità romana, che l'artista aveva avuto modo di ammirare nel suo soggiorno del 1480-1482, ma anche opere fiorentine come la Cappella dei Pazzi di Brunelleschi. Si tratta di un nicchione a base rettangolare coperto da una volta a botte a tutto sesto, con un ampio cornicione in cui corre anche un fregio con rilievi dorati e con due tondi figurati ai lati del trono, rappresentanti l'Angelo annunciante e la Vergine annunziata. Il connubio tra sinteticità e maestosità preannuncia l'arte del XVI secolo ed è tra i migliori risultati del genere prodotti dal pittore. Sul trono della Vergine si trova la più antica iscrizione in italiano su un dipinto, tratta dal canto XXXIII del Paradiso di Dante: "Vergine madre e figlia del tuo figlio", primi versi della preghiera pronunciata da Bernardo di Chiaravalle, che dimostra un interesse verso il poeta fiorentino che culminò in seguito nelle illustrazioni alla Divina Commedia commentata da Cristoforo Landino.

Photo Credits: catalogo.beniculturali.it - Text Credits: it.wikipedia.org

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