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Adorazione dei Re Magi. Trittico degli Uffizi

Galleria degli Uffizi

Autore: Andrea Mantegna
Tipologia: scomparto di trittico
Sala: Sala 20

Descrizione

L'adorazione dei re magi costituisce lo scomparto centrale del Trittico degli Uffizi, un dipinto tempera su tavola di Andrea Mantegna, databile al 1460 circa. L'opera è composta da tre pannelli riuniti solo nel XIX secolo, la cui reale coesione come trittico è messa in dubbio da molti storici dell'arte. Le differenze tra i tre dipinti sono evidenti anche guardando a elementi stilistici. Ad esempio ognuno di essi presuppone una fonte luminosa diversa e l'ambientazione in esterno dell'Ascensione e dell'Adorazione dei Magi differisce dal ricco interno della Circoncisione. La forma leggermente concava dell'Adorazione ha fatto pensare a una sua collocazione entro una nicchia o un'absidiola centrale. L'Adorazione dei Magi è forse l'opera più vivace e variopinta di Mantegna. Il corteo dei Magi arriva da una strada che si inerpica in lontananza, in una strada tortuosa tra speroni di roccia, ed arriva in primo piano verso la grotta della Natività. Qui nell'arco scuro dell'apertura, sta la Vergine col Bambino entro una mandorla di serafini che sottolineano il gruppo sacro, mentre a destra si trova la figura curva e canuta di san Giuseppe. In alto quattro angeli pregano sulla grotta, mentre il bue e l'asinello sono in disparte, a sinistra dell'ingresso. I tre Magi si stanno inginocchiando: Mantegna evita il tradizionale ritmo progressivo che vede un re in piedi, uno nell'atto di piegarsi e uno già inginocchiato in favore di una disposizione più libera. Sapientemente le linee di forza della scena convogliano lo sguardo dello spettatore verso il Bambino, che sta benedicendo Gasparre, colto in un inchino composto e riverente. Il corteo, come frequente in questo tipo di rappresentazione, è animato da un gran numero di personaggi e animali esotici, tra cui si riconoscono turbanti all'orientale, cappelli alla bizantina, personaggi di colore e un arciere mongolo. Al centro si trova una grossa lacuna, già coperta da una grossolana ridipintura eliminata nell'ultimo restauro dell'opera.

Photo Credits: catalogo.beniculturali.it Text Credits: it.wikipedia.org

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