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Adorazione di Gesù Bambino

Galleria degli Uffizi

Autore: Filippino Lippi
Tipologia: dipinto
Sala: Sala 28

Descrizione

Datato intorno al 1478, quando Filippino Lippi aveva da poco raggiunto l’indipendenza da Botticelli, questo bellissimo dipinto fu considerato “opera di grandissima soavità della giovinezza di Filippino, e che può dirsi un vero gioiello”. La tavola raffigura la Vergine inginocchiata in preghiera davanti al Figlio che la guarda con le piccole braccia strette al corpo e le gambine incrociate, adagiato sul manto della Madonna, disteso su di un prato fiorito. Una balaustra delimita l’area che crea una sorta di “hortus conclusus” allusivo alla verginità di Maria, dietro la quale Filippino Lippi crea un paesaggio ricco e articolato: si notano cespugli e alberi delle più varie specie, dalle fronde lumeggiate in oro, e sulla sinistra un nucleo di case con tetto di paglia e covoni di grano addossati alle rive di un fiume dalle acque trasparenti. Filippino Lippi nella sua vita dovette sostenere l’ignominioso fardello dell’essere nato dalla scandalosa relazione fra due religiosi, fra Filippo Lippi, anch’esso pittore, e la monaca agostiniana Lucrezia Buti. Tuttavia riuscì a riscattarsi con una vita operosa e dedita all’arte, fino ad emergere in una Firenze dove la concorrenza era spietata: nelle seconda metà del Quattrocento in città erano attive le botteghe di Botticelli, Verrocchio e dei fratelli Pollaiuolo. Filippino divenne così un artista di riferimento con Botticelli, Ghirlandaio e Perugino, si fece apprezzare dai committenti sempre più importanti anche fuori Firenze, rivelandosi “un pittore per tutte le stagioni”. Vasari scrisse: “restò la fama di questo gentil maestro talmente nei cuori di quegli che l’avevano praticato, ch’e’ meritò coprire con la grazia della sua virtù l’infamia della natività sua e sempre visse in grandezza et in reputazione”. E a distanza di secoli, la bellezza delle sue opere rimane ancora oggi nei nostri cuori. L'Adorazione del Bambino è un dipinto a olio su tavola di quercia di Filippino Lippi, databile al 1483. In un erbosa terrazza delimitata da un parapetto Maria è in ginocchio davanti al Bambino poggiato a terra su un drappo e su un lembo della sua veste, sullo sfondo di un paesaggio che mostra un'erta via collinare tra alberi e arbusti. Elegantissimo è il profilo di Maria, dai capelli biondi mossi in ricci accuratamente acconciati e raccolti da un velo quasi trasparente. Essa indossa un pesante manto blu, che tenuto dal braccio piegato ricade a terra con ampie falcate, e la tipica veste rossa. Il Bambino guarda stupefatto la madre, con una fisionomia paffuta. La ricchezza di erbette del manto erboso è un retaggio tardogotico mai scomparso nell'arte fiorentina, che venne usato anche da Botticelli e Leonardo. L'opera appartiene alla fase giovanile dell'artista, ancora fortemente influenzato da Botticelli, infatti la composizione è avvicinabile a un tondo botticelliano a Piacenza. Filippino si distacca però dal maestro nel tratto più morbido e vibrante, meno legato al linearismo. Il paesaggio mostra invece, con il punto di vista rialzato grazie all'espediente della terrazza, l'interesse verso i risultati della pittura fiamminga.

Photo Credits: catalogo.beniculturali.it Text Credits: it.wikipedia.org

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