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Allegoria del fiume Gange

Giardino di Boboli

Autore: Jean De Boulogne Detto Giambologna
Tipologia: statua
Sala: La Via Maestra

Descrizione

Le fonti sono concordi nell'identificazione con l'allegoria di Gange. Le bellissime figure potrebbero anche alludere alle tre mitiche età dell'uomo. La genesi di questo complesso scultoreo, ben documentata, è strutturata in varie fasi. Secondo Vasari il Tribolo, che avrebbe dovuto eseguire la fontana per il "prato dietro Pitti ", fu inviato all'Elba da Cosimo I per far cavare la tazza di granito. Del pezzo si ha notizia nel 1567, quando il 17 luglio arrivò a Firenze con notevoli difficoltà, quasi sicuramente per volere di Giambologna, che al tempo doveva aver già progettato questa fontana. Il disegno di Oxford mostra una variante del progetto, con una vasca esagonale. Fra il 1571 e il 1573 si susseguono numerose notizie documentarie circa i pezzi di marmo da cavare a Carrara per il gruppo scultoreo e il sostegno triangolare. Il 6 marzo 1574 Giambologna lavora alle statue dei Fiumi, probabilmente in fase ancora di sbozzatura, con l'aiuto di Iacopo di Zanobi Piccardi - il 16 ottobre un altro aiuto è Andrea di Jacopo - giacchè nel 1575 erano pronti i tre modelli finiti grandi quanto le opere, che furono trasportati da Pitti allo studio dell'artista il 16 aprile per essere eseguite. Dal 25 giugno successivo fino al 30 ottobre 1576, si susseguono i pagamenti per lo spostamento dei marmi finiti nel giardino, e per la relativa installazione dell'insieme . La fontana è ricordata nella collocazione dietro il palazzo da Bocchi , e qui è riconoscibile nella lunetta dello Utens del 1599. Nel 1618 secondo quanto ricorda Giulio Parigi, fu spostata, e solo nel 1637 posta al centro dell'Isola, come si legge in una lettera del 20 luglio al Granduca. In questa occasione fu aggiunta la parte inferiore con il bacino di scolo e il sedile circolare, molto apprezzato dal Soldini. La statua di Nettuno, ora al Bargello, fu sostituita nel 1811 da una copia di Raffaello Romanelli. Le bellissime figure dei Fiumi seduti, che riprendono il 'Fiume' del Tribolo per villa Rinieri a Castello, costringono l'osservatore a girarvi dintorno per godere di ogni dettaglio delle figure, accuratamente rifinite. Lo stesso movimento circolare è ulteriormente imposto dagli eleganti rilievi convessi. La scelta compositiva e tematica della fontana, rimanda alla personalità di Francesco I, che come a Pratolino, intendeva creare un ideale percorso in cui "la natura è nutrita e animata dall'acqua". Nell'Iliade, Oceano è visto quale fonte originaria delle sue correnti, e insieme a Teti, della vita stessa . Alla "cosmogonia delle acque" hanno fatto riferimento anche Fagiolo e Rinaldi. La maggioranza delle notizie documentarie non sono mai state trascritte integralmente. Interventi sulla fontana sono stati fatti da Campbell e Vaccaro nel recente convegno "Boboli 90"

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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