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Chiesa di S. Maria degli Angeli detta "il Santuccio"

66 opere

La chiesetta fu eretta nel 1352 e rifatta nel 1557 grazie all'iniziativa del nobile Annibale Bichi che ne realizzò la facciata e la sovvenzionò economicamente. Il nome deriva dalla famiglia Santucci che furono i suoi principali benefattori. Era parte dell'ex monastero agostiniano femminile di Santa Maria degli Angeli. Con le soppressioni degli ordini monastici di fine Ottocento, la chiesa accolse le suore dai vicini conventi. All'inizio del Novecento queste vennero però spostate altrove e il monastero perse la sua funzione diventando scuola professionale. La facciata in cotto, di ricordo peruzziano, fu realizzata da Annibale Bichi. All'interno, sull'altar maggiore, una grande tela con la Madonna col Bambino e santi iniziata da Francesco Vanni nel 1610, anno della sua morte, continuata da Ventura Salimbeni, morto nel 1613, e finalmente finita da Sebastiano Folli nel 1614. Ai lati dell'altare maggiore due tele con Santa Cecilia che suona l'organo (a destra) attribuito ad Antonio Buonfigli e un Concerto d'angeli (a sinistra) firmato da Ventura Salimbeni (1612). I temi di entrambi ricordano la devozione musicale delle suore del convento. La decorazione ad affresco lungo le pareti laterali, eseguita da Ventura Salimbeni, illustra sei episodi della Vita di san Galgano. Tra queste si segnalano il Sogno di San Galgano e San Galgano in preghiera di fronte alla spada nella roccia e tutte spiccano per la scioltezza con cui sono eseguite.

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Chiesa di San Niccolò al Carmine

148 opere

La chiesa, officiata dai Carmelitani fino al 2000 è oggi proprietà dell'arcidiocesi e affidata alla parrocchia. Viene utilizzata come oratorio dalla Contrada della Pantera. Il monumentale complesso, che ha subito profonde alterazioni nei secoli e cambi d'uso, è stato edificato dai Carmelitani a partire dalla metà del XIII secolo, inglobando la precedente chiesa di San Niccolò risalente all'VIII secolo. L'edificio attuale risale in larga parte al XIV secolo, con rimaneggiamenti del 1517 attribuiti a Baldassarre Peruzzi, autore anche dell'antistante palazzo Celsi Pollini. Sono molte le opere d'arte di valore conservate all'interno della chiesa. In controfacciata sono presenti, a sinistra e destra rispettivamente, una tela attribuita a Dionisio Montorselli e raffigurante Santa Maria de' Pazzi che riceve la corona di spine da Cristo e una tela di Rutilio Manetti raffigurante le Tre Marie e Giovanni Evangelista sotto la croce, entrambi del XVII secolo.