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Chiesa di S. Girolamo della Certosa

282 opere

La Certosa di Bologna sorse su un'ampia area occupata fino dal V secolo a.C. da una necropoli dell'antica Felsina, che fu rinvenuta solo all'inizio del XIX secolo, nei lavori di trasformazione del complesso in cimitero. Agli inizi del XIV secolo il giureconsulto Giovanni d'Andrea donò ai certosini i terreni di sua proprietà perché vi costruissero il loro insediamento monastico che fu intitolato a San Girolamo. La prima pietra fu posta e benedetta il 17 aprile 1334 e la costruzione venne portata avanti grazie a varie offerte e donazioni. Nel 1350 il monastero poteva dirsi compiuto, poco più tardi, nel 1359 fu consacrata la chiesa. Entro il 1367 furono completate anche le mura di recinzione intorno al monastero. L'edificio fu iniziato nel 1334 e consacrato nel 1359 dal vescovo Giovanni Nasio. È visibile ancora la facciata medievale in mattoni a vista coronata da archetti trilobati su colonnine pensili, modificata dalle grandi finestre circolari che sostituiscono le originali monofore archiacute e parzialmente nascosta dal portico ampliato nel 1768 con il monumentale ingresso a cinque arcate di ordine tuscanico, opera di Gian Giacomo Dotti. La chiesa conserva un notevole patrimonio d'arte.

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Chiesa di S. Michele in Bosco

179 opere

Già sede di strutture monastiche di epoca medievale (IV secolo circa) il complesso vide nel 1364 l'insediamento dei monaci Olivetani, per volontà di papa Urbano V. Questi ultimi, dopo la distruzione della chiesa avvenuta nel 1430, la ricostruirono in fasi successive, terminandola sostanzialmente nel 1523. La facciata rinascimentale è opera dell'architetto ferrarese Biagio Rossetti e della scuola, il portale marmoreo, invece, del Peruzzi. All'interno abbiamo una struttura caratterizzata una sola navata, con quattro cappelle laterali e un presbiterio chiuso da transenne. Nella chiesa vi è un organo a canne costruito nel 1524-1526 da Giovanni Battista Facchetti e successivamente più volte modificato; situato in cantoria, è caratterizzato da una cassa lignea riccamente ornata da fra' Raffaele da Brescia nel 1525, con mostra in cinque campate. In epoca napoleonica, diverse opere d'arte furono trasferite in Francia, nell'ambito delle spoliazioni napoleoniche. Secondo il catalogo pubblicato nel Bulletin de la Société de l'art français del 1936, delle 31 opere d'arte provenienti da Bologna ed inviate in Francia nel luglio 1796, solo 16 fecero ritorno in Italia dopo il Congresso di Vienna. Tra queste non vi era ad esempio il San Bernardo che riceve la regola dalla vergine, dipinto dal Guercino, che rimase in Francia ma venne distrutto in un incendio a Bordeaux nel 1871.