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Un mattino d'ottobre

La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea

Autore: Antonio Fontanesi
Tipologia: dipinto

Descrizione

L'opera fu esposta alla Promotrice Torinese del 1862, dove dietro consiglio di Vincenzo Cabianca, fu acquistata dal pittore Cristiano Banti (per L.1000), nella cui collezione rimase fino alla morte del pittore nel 1901. La scelta dei due pittori toscani testimonia la stima che Fontanesi aveva guadagnato da parte dei Macchiaioli, che vedevano nella sua concezione sentimentale del paesaggio un motivo ispiratore. Le opere di Fontanesi esposte alla Prima Esposizione Nazionale di Firenze nel 1861, infatti, avevano suscitato grande ammirazione tra i pittori toscani più all'avanguardia, che già da qualche anno si rivolgevano alla pittura all'aria aperta formandosi sugli stessi stimoli francesi che erano alla base della cultura pittorica dell'artista emiliano. Fu infatti nel 1855, quando Fontanesi si recò a Parigi a visitare l'Esposizione Universale, che egli scoprì Corot e i pittori di Barbizon, i quali lo portarono ad approfondire la ricerca del vero, non tralasciando però, allo stesso tempo, quel bisogno ancora romantico di comunicare un'emozione attraverso il paesaggio. Il senso della metafora che si nasconde dietro i lavori di Fontanesi, chiariscono il motivo per cui il pittore torna nei medesimi luoghi e sceglie sempre gli stessi schemi compositivi, combinandoli ogni volta in modo diverso. In questo caso, il topos è rappresentato dalla donna seduta presso uno stagno, con le braccia cinte intorno alle ginocchia, mentre con aria introspettiva, guarda distrattamente il pascolo i buoi; il senso melanconico della scena è accentuato dalla tavolozza fortemente chiaroscurata, con prevalenza di tinte dorate e terrose, mentre l'inquietudine che quasi ribolle sotto lo spesso strato pittorico, trova sfogo nel cielo vorticoso di nubi che lascia intravedere degli sprazzi di azzurro. Il motivo della figura isolata è uno dei soggetti più caratteristici di Fontanesi e rappresenta la volontà del pittore di ricercare un dialogo tra l'uomo e la natura, in cui egli ritrova espresso il suo stato d'animo, creando opere di grande impatto visivo ed emotivo che diventano metafora della solitudine interiore. Lo stesso soggetto solitario, spesso nella versione seduta su un masso con cappello a falde inclinate, si ritrova in opere più o meno coeve conservate alla Galleria d'Arte Moderna di Torino, databili tra 1861 e il 1864, come "Solitudine", "Pastorella solitaria" o il più noto "Novembre", ovvero ne "Il Mattino" e nel "Paesaggio" delle Raccolte Frugone di Genova. Dopo la morte di Banti, "Un mattino d'ottobre" è passata nella collezione Battistelli, e successivamente, nel 1911, acquistata dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e inventariata erroneamente con il titolo "Pascolo nella Bassa Savoia", riferito in realtà ad un'altra opera, sempre della raccolta Banti, datata 1867 (Torino, coll. privata, cfr. Tokyo 1977, tav.32), equivoco risolto in seguito dagli studi

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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