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Sansone prigioniero

La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea

Autore: Arturo Viligiardi
Tipologia: dipinto

Descrizione

Nel 1889, terminati gli studi all'Accademia di Belle Arti di Siena, Arturo Viligiardi si trasferì a Roma ed entrò nello studio di Cesare Maccari, col quale già l'anno precedente aveva collaborato agli affreschi della Sala del Senato (cfr. scheda NCTN 00489505). Con Sansone prigioniero l'artista, appena reduce dalla decorazione della Cattedrale di Chiusi, vinse il concorso per il Pensionato Artistico di Pittura, bandito nel novembre 1891 dal Ministero della Pubblica Istruzione. Viligiardi, nello svolgere il tema imposto dal concorso, si concentrò sulla rappresentazione dell'eroe vinto e fatto prigioniero, ambientando la scena all'interno di una struttura architettonica con colonne, scale e pareti decorate da rilievi sacrali, animate dalla luce che filtra dalle aperture del fondo. Il principale centro drammatico del dipinto è costituito dalla massa di figure in ombra che scherniscono Sansone, articolata in una forma a triangolo il cui vertice è occupato proprio dall'eroe, privato della vista e legato, investito in pieno dalla luce che lo mette in evidenza. In posizione secondaria si trova Dalila, sorridente, verso la quale si volge con il capo Sansone, come se, pur reso cieco, ne percepisse la presenza o ne sentisse il riso di trionfo (cfr. Damigella, 2001, pp. 33-34). Oltre al bozzetto e al quadro vero e proprio, Viligiardi realizzò cinque studi, di cui quattro dipinti e uno studio grande al vero. Di tutto questo materiale, che - assieme alle prove degli altri concorrenti - fu esposto al Palazzo delle Esposizioni nel gennaio 1892 per essere valutato dalla Commissione esaminatrice del concorso, è pervenuto soltanto il dipinto definitivo (cfr. Damigella, 2002, p. 33)

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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