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Ruderi d'un mondo che fu

La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea

Autore: Federico Cortese
Tipologia: dipinto

Descrizione

Allievo del paesaggista Gabriele Smargiassi all'Istituto di Belle Arti di Napoli, Cortese fu presto attratto dai modi naturalistici e luminosi della Scuola di Posillipo. In seguito, tra il 1854 e il 1864, il pittore si stabilì a Roma dove entrò immediatamente in contatto con Achille Vertunni e Alessandro La Volpe, con i quali si recò a dipingere per la Campagna Romana; da Vertunni inoltre il pittore apprese la lezione palizziana del microtocco luministico e della pennellata materica. Sempre a contatto con la Campagna Romana, l'artista familiarizzò con le rovine romane che cominciarono ad abitare i suoi paesaggi con sempre maggior frequenza, soprattutto negli anni della maturità, in tele di grande formato e ricche di atmosfere suggestive e crepuscolari, che riscuotevano un grande successo di pubblico.Il dipinto in esame raffigura le rovine di Paestum che affiorano da un acquitrino, la Basilica, in primo piano, e il tempio di Poseidon, resi con toni aurorali e con una pennellata d'effetto, materica e sfarfallante, volta a ricreare sentimenti e stati d'animo nutriti di possibili suggestioni simboliche, quasi a voler recuperare tratti del paesaggismo romantico. In un'antica fotografia di Brogi (n. 22737), il dipinto, acquistato all'Esposizione Nazionale di Palermo del 1892, reca in basso a destra, accanto alla firma, la data 1891, ora non più leggibile forse in seguito a un restauro

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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