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"O.K."

La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea

Autore: Pino Pascali
Tipologia: disegno

Descrizione

Diplomatosi in scenografia presso l'Accademia di Belle Arti a Roma, Pino Pascali lavora come grafico pubblicitario e scenografo per la televisione proponendo interventi su grande scala dal 1961 e sviluppando una vocazione per le invenzioni scultoree poveriste basate su assemblaggi di materiali di recupero che hanno rappresentato una costante nella sua breve parabola artistica.La produzione grafica di Pascali consente di cogliere, infatti, il senso della sperimentazione che sorregge la sua intera esperienza artistica, si tratta di bozzetti realizzati per fini commerciali , opere che propongono una gamma di soluzioni al passo con le tendenze della grafica pubblicitaria degli anni Sessanta, soprattutto quella francese particolarmente stilizzata. Con il 1964 ha inizio il suo momento di maggiore creatività e alcuni temi, ricorrenti nei lavori di grafica, non solo commerciale, verranno poi ampliati e sviluppati da Pascali nella produzione più nota.Il disegno, titolato "O.K.", caratterizzato da un tratto asciutto, essenziale e geometrizzante, denuncia non solo una tendenza alla semplificazione formale ma anche la precisione di un'opera finita che esclude l'idea dello schizzo. "O.K." sviluppa il tema militarista della base aerea americana ripreso da Pascali nella realizzazione del ciclo " Armi" , sculture-giocattolo in legno e tela che riproducono fedelmente cannoni, mitragliatrici, bombe e che verranno esposte a Torino da Gian Enzo Sperone nel 1966.Presumibilmente il disegno è stato donato dall'artista a Vittorio Rubiu a seguito di tale mostra presentata dallo stesso Rubiu e Maurizio Calvesi. La datazione dell'opera è, pertanto, attribuibile al 1964-66 circa. Dopo il 1966-67 Pascali passa da questa tematica politico-contestataria a temi più strettamente poveristici e la natura e gli animali divengono le principali fonti ispiratrici dei suoi lavori."Sono nato nel 1935. I miei primi giochi erano basati soprattutto sulla guerra. I miei giocattoli erano mucchi di oggetti trovati in casa che rappresentavano armi. Per esempio un fagiolo diveniva una pallottola, un bastone di scopa ed una scatola tenuta insieme da un elastico diventavano un fucile, un rotolo di carta legato ad uno sgabello un cannone, una pentola un elmetto . Il mio rapporto di gioco con gli altri bambini era in gran parte basato sulla rappresentazione eroico-guerresca dei grandi ."

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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