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Mattino di primavera

La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea

Autore: Alessandro Battaglia
Tipologia: dipinto

Descrizione

Nipote di Augusto e Roberto Bompiani, rispettivamente fratello e padre della madre, Alessandro Battaglia fu avviato da questi ultimi alla pittura, compiendo inoltre studi con Ludovico Seitz nel solco della tradizione tardo-purista, per poi prediligere una pittura più naturalistica a cui, al volgere del secolo, aggiunge alcune suggestioni divisioniste. I soggetti prediletti dall'artista sono i soliti della pittura di genere romana, con attenzione particolare alla figura femminile che declina in diverse opere in scene di maternità o pastorali, dedicandosi in seguito ad opere più marcatamente letterarie di cui questa opera rappresenta l'esempio maggiore. Proprio con questo acquarello, l'artista partecipò per la prima volta alla IV Biennale di Venezia del 1901, fu accolto con grande favore dalla critica contemporanea e successivamente ricordato come l'espressione del momento di massima notorietà dell'autore. Il soggetto è ispirato al "Sogno di un mattino di primavera" dramma teatrale in versi di d'Annunzio dedicato a Eleonora Duse nel 1897, e ne illustra quasi letterariamente una delle didascalie: "con le reni appoggiate all'orlo del vaso, tenendo nell'una e nell'altra mano le estremità di due rami, ella li curva e li incrocia intorno al suo collo [...] Nell'atto le larghe maniche della veste si ripiegano verso l'ascella, lasciando nude le braccia fino al gomito".Come rilevato dalla critica (cfr. del Monte 1969), l'opera trova riscontri compositivi e stilistici con un dipinto di Aleardo Terzi, pubblicato sulla copertina del primo numero di "Novissima" (1901), dedicato al tema del mattino, in riferimento sia alla nascita della nuova rivista, sia a quella del nuovo secolo. Nello stesso numero, inoltre, appariva anche uno passo dal libro dedicato da L. Rasi a Eleonora Duse, dello stesso anno, nel quale si parla a lungo del poema tragico dannunziano.L'acquarello è incentrato sull'accordo tra la malinconica figura e il paesaggio retrostante. Il primissimo piano della fanciulla denuncia un vago retaggio preraffaellita, di quelle donne tipo la "Massimilla" di Alessandro Morani, un busto di donna davanti ad un roseto, portato però da Battaglia a nuovi risultati soprattutto nel rapporto con la natura. La novità del taglio orizzontale, fotografico, che accompagna l'andamento della figura, si lega ad una resa veristica e a tratti porcellanata, dalle tinte chiare e raggelate, con pennellate minute e vicine. Queste soluzioni stilistiche, come la compatta volumetria, sembrano tradire derivazioni tademiane, che permette al pittore di operare una esatta di messa a fuoco della donna che contrasta, invece, con la fattura del paesaggio sul fondo, più libera e conscia delle sperimentazioni divisioniste

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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