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LA figlia di Iorio

La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea

Autore: Francesco Paolo Michetti
Tipologia: dipinto

Descrizione

La grande tela raffigurante "La Figlia di Jorio" di metri 5,50 per metri 2,80, attualmente conservata presso il Palazzo della Provincia a Pescara, è una delle più importanti opere pittoriche dell'artista, realizzata nel 1895 e nello stesso anno esposta alla Biennale di Venezia. La scelta del tema, ripreso nel 1904 da Gabriele D'Annunzio per la sua omonima tragedia, era avvenuta, secondo la testimonianza lasciataci dallo stesso poeta , a seguito di un episodio a cui avevano assistito entrambi gli artisti, avvenuto nella piazza di Tocco a Casauria, paese natale del pittore. I due amici rimasero fortemente impressionati e turbati dalla scena di una bella e giovane donna urlante, oggetto di attenzioni e inseguita per le strade del paese da alcuni mietitori ubriachi. La scena colpisce talmente il pittore che decide di farne il soggetto di una sua opera agli inizi degli anni '80, elaborando una quantità di schizzi, disegni preparatori e numerosissime fotografie, realizzati nell'arco di alcuni anni. Non è facile ricostruire la precisa cronologia dell'iter compositivo di quest'opera essendo stata la sua gestazione piuttosto lunga e laboriosa, ed è altrettanto complicato datare il nostro bozzetto che differisce da una versione precedente, presentata all'Esposizione Nazionale di Milano del 1881, solo per l'aggiunta della giovinetta che accompagna la figlia di Iorio.E' importante inoltre riscontrare come il bozzetto sia estremamente somigliante al plastico che Michetti aveva eseguito per meglio studiare la composizione e gli atteggiamenti delle figure. .Resta nondimeno inalterata la costruzione complessiva della scena nei diversi studi e bozzetti, eseguiti prima di giungere all'idea finale: una giovane nascosta in un ampio scialle, che incede con passo rapido davanti a gruppi di uomini disposti in modi diversi, che si fermano a guardarla con espressioni contrastanti di di desiderio, di compassione e di scherno. Il pittore non ha voluto ritrarre la donna con le sue forme provocanti ma l'ha rappresentata come una povera donna perduta che sente tutto il peso della sua sfortuna e che cerca di fuggire di fronte a certe situazioni

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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