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L'età del bronzo

La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea

Autore: Auguste Rodin
Tipologia: scultura

Descrizione

Il modello in gesso, eseguito a Bruxelles tra la fine del 1875 e l'inizio del 1877, venne esposto nel 1877 presso il Cercle artistique di Bruxelles con il titolo "Le Vaincu" dove provocò un'accesa polemica. Rodin venne accusato di aver utilizzato calchi dal vivo e dovette giustificarsi presentando al comitato organizzatore le fotografie dell'opera in lavorazione e il modello, Auguste Neyt, giovane soldato dell'esercito belga (cfr. F. V. Grunfeld, Rodin. A Biography, London 1987, pp.98 - 106). L'accusa gli venne ripetuta l'anno seguente, alla partecipazione dell'opera al Salon del 1878, e solo 3 anni dopo egli riuscì a provare la sua buona fede (cfr. Le Normand-Romain 2001, n. 27). Dopo questo esordio, l'opera ebbe comunque molto successo, tanto che ne furono realizzati 53 esemplari in bronzo (cfr. comunicazione epistolare di J. Le Blay, del Musée Rodin di Parigi a E. di Majo, Gnam, del 22 agosto 1995). In seguito lo scultore cambiò il titolo in quello attuale, mentre all'esposizione al Pavillon de l'Alma nel 1900, l'opera s'intitolava "L'homme qui s'éveille". L'esemplare in esame fu venduto da Rodin per intermediazione di Ugo Ojetti dopo la prima Secessione romana del 1913, e fu fuso da Rudier nel marzo del 1914, 22° esemplare di questo soggetto. Tra gli altri esemplari noti (circa 40) si ricordano: il modello originale in gesso: Parigi, Musée Rodin (cfr. R. Crone, S. Salzmann, Rodin. Genius Rodin Eros und Kreativitat, Munchen 1991, p. 9, fig.); il primo esemplare in bronzo: Parigi, Musée d'Orsay, inv. RF 676 (cfr. Musée d'Orsay. Catalogue sommaire illustré des sculptures, Paris 1986, p. 232); una versione in bronzo: Parigi, Musée Rodin, inv. S. 986 (cfr. J. Vilain, Rodin, in "Beaux Arts, I Grandi Musei", p. 30, fig)

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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