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Il fischio del vapore

La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea

Autore: Adolfo Tommasi
Tipologia: dipinto

Descrizione

Cugino dei fratelli Angelo e Ludovico Tommasi, anch'essi pittori, si forma all'Accademia di Firenze sotto la guida di Carlo Markò ma è grazie all'incontro con Silvestro Lega che la sua pittura si indirizza verso lo studio del vero. Il naturalismo che all'inizio contraddistingue la sua arte, vira gradualmente negli anni Ottanta verso una ricerca luministica ed atmosferica più accentuata, riecheggiante alcune soluzioni impressioniste, condotte spesso con l'utilizzo della tecnica mista olio-pastello. Nel 1880 si impone all'attenzione della critica con Dopo la brina, opera presentata all'Esposizione di Torino, avente per soggetto un campo di cavoli ghiacciati: il dipinto, per la prosaicità del tema, suscita scandalo e critiche sagaci. Il fischio del vapore ottiene invece lodi e consensi all'Esposizione di Torino del 1884 ed è acquistato dallo Stato per la Galleria. Il dipinto, emblematico della produzione dell'artista degli anni ottanta, è caratterizzato da un'antiretorica poetica campestre, realizzato con una lucidità visiva e coloristica che in questi anni costituisce uno dei principali tentativi di rinnovamento della pittura toscana. I dati naturali del paesaggio, gli effetti atmosferici, la polvere e il vapore, sono resi con una tecnica che trae origine dalla temperie macchiaiola e si sviluppa secondo le ricerche impressioniste che in quegli anni andavano diffondendosi in Europa. L'opera affronta inoltre il tema del treno, moderno mezzo di trasporto le cui linee ferroviarie si accrescevano nell'Italia postunitaria, modificando l'aspetto del paesaggio campestre. La prospettiva dei binari corre parallela alla strada sterrata su cui è posta in primo piano una guardiana di tacchini e la figlia, creando una compenetrazione tra la modernità e il mondo rurale. L'opera fu nuovamente selezionata, quattro anni più tardi, per partecipare alla Mostra Internazionale di Londra (The italian exhibition 1888, n. 10), forse in virtù di una precisa volontà di sostegno da parte delle istituzioni pubbliche italiane nei confronti dell'artista che anche negli anni successivi suscitò reazioni contrastanti alle esposizioni internazionali cui partecipò

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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