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Effetto di luna

La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea

Autore: De Maria Mario
Tipologia: dipinto

Descrizione

Il dipinto, che fu presentato all'Esposizione Universale di Parigi del 1900 e noto anche col titolo di "Effetto di Luna: il Chiostro dell'abbazia di S. Gregorio a Venezia", dal soggetto raffigurato, secondo l'iscrizione sulla tela fu eseguito a Roma, dove l'artista risiedette fino al 1891 prima di stabilirsi a Venezia. Evidentemente, gli studi per l'opera furono compiuti quando De Maria era stato in Laguna prima di trasferirsi nella Capitale nel 1882, come testimoniano alcune lettere a Vincenzo Cabianca, datate 1881. Proprio la contiguità con Cabianca - di cui era molto amico e vicino anche per motivi familiari - fu alla base della predilezione di un soggetto, quello dei cortili veneziani, caro al pittore veronese, che fu in seguito molto apprezzato anche da De Maria stesso, poiché esso fu reimpiegato in dipinti più tardi, come "Un raggio di luna in un cortile a Venezia" e "Notturno veneziano" (Catania, Castello Ursino).L'ipotesi di una realizzazione a posteriori sulla scorta di appunti, inoltre, può trovare conferma nel fatto che De Maria si sia servito dell'aiuto della fotografia, come in molti altri quadri per i quali esiste una documentazione fotografica e va aggiunto, inoltre, che De Maria portava sempre con se la macchina fotografica (cfr. Mazzanti 2007).Il soggetto del dipinto, ad ogni modo, nel suo sforzo di coniugare verità e fantasia, si presta ad essere investito di quell'aura misteriosa, "noir", simbolista, tipica dell'arte del pittore, che riusciva a rendere sulla tela grazie a quel sistema di velature sovrapposte che permettevano di creare gli effetti argentini della luna, già impiegato nel noto "La luna sulle tavole dell'osteria" (n. 00489444)

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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