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Contropelo (Pelo)

La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea

Autore: Pino Pascali
Tipologia: oggetto ricreato

Descrizione

Pascali aveva esposto due lavori "Pelo" e "Contropelo" alla 34 Biennale Internazionale d'Arte di Venezia. Le opere si presentavano come due enormi funghi ricoperti di una fibra acrilica filamentosa che ricordava il pelo di un animale. Il primo elemento era basso, con il cappello ovale e con un pelo liscio e pettinato, il secondo invece era più alto con un cappello tondo e la superficie arruffata. Come si evince anche dalle foto riportate sul catalogo della Biennale , si deduce che il primo lavoro aveva come titolo "Pelo" e il secondo "Contropelo" . Presentati ancora insieme alla retrospettiva che Palma Bucarelli dedicò nel 1969 all'artista, subito dopo la sua morte, i lavori furono probabilmente divisi subito dopo, perché solo "Contropelo" è entrato nelle collezioni della Galleria Nazionale d'Arte Moderna mentre l'altro, dopo vari passaggi di proprietà, è attualmente nella collezioni della Fondazione Prada . Il catalogo pubblicato nel 1969 potrebbe essere stato un precedente "post quem" poiché per la prima volta le due opere venivano presentate con il titolo invertito e l'opera acquisita dalla Galleria nel 1972 dai genitori dell'artista, è stata erroneamente inventariata come "Pelo"e ciò ha generato l'errore di identificazione anche da parte della più recente letteratura critica. Infatti è stata identificata ancora come il suo pedant "Pelo" sia nella scheda del catalogo della mostra dedicata a Pascali nel 2004, sia nella recente riedizione della monografia a cura di Anna d'Elia del 2010 . Nel catalogo generale delle sculture di Pascali a cura di Marco Tonelli edito nel 2011, l'autore sostiene ancora che l'opera di proprietà della Galleria Nazionale d'Arte Moderna sia da indentificare con "Pelo" mentre il suo pedant in "Contropelo". Invece nel catalogo generale della Galleria Nazionale d'Arte Moderna edito del 2009, l'opera è stata giustamente riproposta con il suo titolo originale.L'opera fa parte della serie "Ricostruzioni della natura", a cui Pascali lavora dall'inizio del 1968. Portando a completo sviluppo la problematica del rapporto natura- realtà industriale, già emersa negli "Elementi naturali" del 1967, Pascali si serve ora di materiali artificiali e seriali per dare forma, non senza accenti ludici e ironici, ad un immaginario tratto dal mondo agricolo e campestre, carico di rimandi alla memoria mitica del passato

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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