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Che pace in Valganna!

La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea

Autore: Grubicy De Dragon Vittore
Tipologia: dipinto

Descrizione

Il dipinto raffigura il piccolo lago di Ganna, situato fra il lago Maggiore e quello di Lugano. Grubicy si recò a Ganna in occasione della morte dell'amico scultore Giuseppe Grandi , e in questo luogo eseguì numerosi paesaggi. Del dipinto in esame esiste una versione precedente, probabilmente la prima eseguita dal vero, dal titolo Il Cimitero di Ganna, conservato al Museo del Paesaggio di Verbania-Pallanza sul Lago Maggiore . La versione della G.N.A.M. appare in realtà molto diversa da quel primo dipinto, oltre che per la centinatura della tela nella parete superiore, anche per la descrizione del paesaggio, qui ben più essenziale e limitato ai puri elementi naturali, da cui sono stati eliminati gli edifici sulla sinistra. Altre cinque opere sullo stesso motivo sono passate dalle collezioni Benvenuti e Toscanini ad altre collezioni private . Un dipinto intitolato 'Cimitero a Ganna' è stato esposto nel 1922 alla mostra dei Divisionisti a Milano. In tutti questi dipinti la composizione calibrata di linee semplici e immagini speculari contribuisce a comunicare un senso di pace. L'inquadratura a centina della versione G.N.A.M. è stata scelta da Grubicy che la destinava ai dipinti dotati di un significato simbolico . L'opera è stata esposta a Londra nel 1979 -80 come elemento centrale di un trittico: "Tryptich: From the window, Miazzina What Peace in Valganna! Summer on Lake di Como". Peraltro, "Dalla finestra" si collega alla serie "Inverno in montagna" , mentre "Estate sul Lago di Como" era esposto alla Biennale del 1901 come parte del polittico delle "Quattro Stagioni" . Nell'Archivio Centrale dello Stato di Roma si conserva un documento autografo , una lettera indirizzata a Ettore Ferrari firmata da Vittore Grubicij, scritta da Milano, Corso Porta Vittoria 12, il 21 febbraio 1919, in cui si legge tra l'altro: ", Mosè Bianchi, etc. etc. Fu solo parecchio tempo dopo questo riordinamento che il mio quadro fu estirpato e mandato nel magazzeno degli scarti dove fu rinvenuto da un signore di Pallanza che stava organizzando là un piccolo museo del Paesaggio. So che Lei non ha più ingerenza né responsabilità. Epperciò Le avevo scritto senza pensiero di portar lagnanze a Lei, ma solo per tenerla informata.". Si tratta dunque di una spiegazione rispetto a un malinteso avvenuto tra i due, e in riferimento al dipinto qui in esame, che si trovava evidentemente già all'epoca, e ancora nella primitiva sede del Palazzo delle Esposizioni, prima del trasferimento a Valle Giulia, nelle collezioni della Galleria Nazionale d'Arte Moderna. L'artista vi si lamenta, a quella data avanzata ma ancora due anni prima dell'effettiva registrazione dell'opera nelle collezioni statali, per il suo trasferimento nei depositi, dopo una pur iniziale adeguata esposizione, negli spazi di Valle Giulia, accanto ad altri illustri esponenti della pittura dell'Ottocento

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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