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Cecilia Metella

La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea

Autore: Giulio Tadolini
Tipologia: scultura

Descrizione

Giulio Tadolini, figlio di Scipione e nipote di Adamo Tadolini, aveva esordito come pittore presso Cesare Fracassini e Mariano Fortuny. Superata la fase di apprendistato, legata al formalismo accademico, nel 1878 si accostò alla ritrattistica ufficiale con una commissione di notevole prestigio: un busto dal vero di Leone XIII, oggi al Museo di Roma, cui si aggiunse il ritratto della Regina Margherita. Altrettanto copiosa fu la produzione di Giulio Tadolini nel campo dei grandi monumenti onorari e funebri, in Italia e all'estero, specialmente nel Sud America.La figura femminile a mezzo busto, firmata e datata 1882, rappresenta - come indicato dall'iscrizione - Cecilia Metella, donna romana figlia del console Quinto Metello e moglie di Crasso, nota soprattutto per il monumentale mausoleo eretto lungo la via Appia. Presentata all'Esposizione di Roma del 1883, la scultura è riconducibile a quella vasta produzione, assai diffusa negli ultimi due decenni dell'Ottocento, di opere ispirate a temi desunti dall'antichità romana ed eseguiti in forme tradizionali di matrice classica. In questo specifico caso, Tadolini si mostra incline a un esotismo orientaleggiante, esemplato sulle opere del padre Scipione . Infatti, già nel 1881, all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Milano, Giulio aveva presentato due busti in bronzo in linea con questo filone, Tipo orientale: donna e Tipo orientale: uomo . Il ritratto in esame fu eseguito con molta probabilità dal vero; si tratta del modello, facilmente identificabile, che Giulio userà in seguito per la figura dell'Angelo nella tomba della famiglia Lovatelli e per la figura di Ero del 1887 . Forti somiglianze si riscontrano anche con la modella del busto in marmo intitolato Nennella la fioraia

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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