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Bruto e i figli di Tarquinio (Bruto schernito dai figli di Tarquinio)

La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea

Autore: Stefano Galletti
Tipologia: scultura

Descrizione

Stefano Galletti compì gli studi dapprima a Ferrara e poi all'Accademia di Belle Arti di Bologna, sotto la guida dello scultore neoclassico Cincinnato Baruzzi. Nel 1853, all'età di ventuno anni, si trasferì a Roma, completando la sua formazione artistica presso l'Accademia di San Luca - della quale verrà nominato Presidente nel 1899. In questa città lavorò intensamente, sia nel settore della scultura celebrativa che in quello funerario: nel 1881 partecipò al primo concorso indetto per l'erezione del Monumento a Vittorio Emanuele II ed ottenne il terzo premio. Sempre a Roma, realizzò il grandioso Monumento a Camillo Benso di Cavour, inaugurato, alla presenza di Umberto I e Margherita di Savoia, nel settembre 1895.Il gruppo in gesso Bruto e i figli di Tarquinio, firmato e datato 1900 nella base del sedile, è con molta probabilità l'ultima opera eseguita da Galletti, nell'anno in cui fu riconfermato Presidente dell'Accademia di San Luca. Al centro della scultura si trova la figura seduta di Lucio Giunio Bruto. Quest'ultimo - vissuto nel VI secolo a.C. e nipote di Tarquinio il Superbo - fu, secondo la tradizione, l'artefice della cacciata dei re Tarquini da Roma, e per tale motivo viene ricordato come fondatore della Repubblica. A sinistra un giovane nudo, ritratto di spalle, lo dileggia, così come è in atto di scherno anche la figura sdraiata e seminuda di destra. Evidente è il riferimento, nella realizzazione della testa del Bruto, al celebre bronzo del IV-III secolo a. C. conservato nel Palazzo dei Conservatori in Campidoglio e conosciuto come "Bruto capitolino" (cfr. AA.VV., 1995, p. 178). Con quest'opera Galletti partecipò all'Esposizione Internazionale di Saint Louis (USA) del 1904

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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