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Bruto

La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea

Autore: Vincenzo Gemito
Tipologia: scultura

Descrizione

Nel 1871 l'Istituto di Belle Arti di Napoli istituì un concorso per il Pensionato Artistico a Roma. I temi da affrontare furono i seguenti: "Giuseppe venduto dai fratelli" per l'altorilievo, e la rappresentazione del patrizio romano Marco Giunio Bruto (85 - 42 a.C.) per la scultura. Vincenzo Gemito si classificò al primo posto nel settore dedicato alla scultura, posizionandosi davanti ad Achille D'Orsi e Giovanni Battista Amendola. Il Bruto fu eseguito in sole sei ore: tale velocità esecutiva, dovuta all'urgenza della consegna, è testimoniata dalla materia grezza, lasciata volutamente rozza, che lo contraddistingue. Proprio in occasione di suddetto concorso, Cesare Correnti, Ministro della Pubblica Istruzione, commissionò a Gemito la trasposizione in marmo dello stesso soggetto: iniziativa intrapresa dallo scultore, ma mai portata a termine (cfr. Martorelli, 1989, p. 124). La statua del Bruto è il primo esempio della creazione artistica di Gemito rivolta al mondo classico, in particolare romano, da cui trarrà ispirazione soprattutto nelle sue opere tarde (cfr. Mantura, 1989, p. 14 e Di Majo, 2006, p. 219). Tuttavia, più che ad un riferimento classico, la scultura in esame rimanda all'immagine del Giocatore (Napoli, Museo di Capodimonte), di poco precedente, soprattutto nelle fattezze del volto corrucciato e abbassato del modello (cfr. Pagano, 2009, p. 82)

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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