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Testa di Cristo coronato di spine

Galleria Nazionale dell'Umbria

Autore: Maestro Della Pietà Di San Costanzo (attribuito)
Tipologia: dipinto

Descrizione

Pubblicata da Santi con l'attribuzione a bottega di Bonfigli, la tavoletta, giunta in Galleria dall'Accademia di Belle Arti, è assegnata da Todini al cosiddetto Maestro della Pietà di San Costanzo, cui la riconduce anche Mancini .La provenienza nelle collezioni dell'Accademia di Belle Arti a seguito delle demaniazioni del 1810, ricordata da Rossi , può essere confermata dalla presenza di una "testa di Nostro Signore" citata nell'inventario del 1821, come presente nella Camera della Libreria, sulla parete maggiore, ove "si trovano tutte le tavole antiche" . Il dipinto, forse utilizzato come stendardo processionale, discende da comuni prototipi nordici che ebbero una grandissima diffusione in Italia alla metà del Quattrocento. Pubblicato da Berenson nel 1897, viene messo in rapporto col disegno di Assisi eseguito a penna sdu pergamena, oggi riferito alla bottega romana dell'Angelico , e con la tavoletta databile intorno al 1445 conservata nella chiesa di Santa Maria del Soccorso a Livorno, autografa dell'Angelico. In quest'ultima Zocca riconobbe il prototipo del dipinto di Assisi, relegando la replica più indurita della Galleria a un anonimo pittore umbro . La Testa di Cristo coronata di spine perugina, tradizionalmente ricondotta ad ambito bonfigliesco, è accostata da Todini alla produzione di un pittore attivo a Perugia seguace del Bonfigli, ma influenzato anche dall'Angelico e dal Caporali, da lui denominato Maestro della Pietà di San Costanzo. Farebbe parte del suo catalogo anche il gonfalone processionale con la Madonna della Misericordia nella chiesa di San Giuseppe a Paciano, Cristo in Pietà sorretto dalla Vergine tra i Santi Leonardo e Girolamo, nella chiesa di San Pietro a Perugia, la croce dipinta della Galleria Naz.le delle Marche e un trittico già in collezione privata . Tale attribuzione è accolta anche da Mancini . Il dipinto si distingue per una grande perizia e una tecnica raffinata nelle decorazioni del fondo oro, nella gamma cromatica scelta, fortemente drammatizzante e per l'estrema resa calligrafica delle ciocche dei capelli e della barba

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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