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Il figliol prodigo

Museo del Novecento

Autore: De Chirico Giorgio
Tipologia: dipinto

Descrizione

Il figliol prodigo è un dipinto di Giorgio de Chirico, databile al 1922. In una piazza, delimitata a destra da un edificio porticato e aperta a sinistra su un lontano paesaggio, si impone la visione in primo piano dell'abbraccio tra il figlio, rappresentato da un manichino senza volto, vivacemente colorato, e il proprio padre, dipinto come una rigida statua di gesso. Quella del manichino è una figura ricorrente nella pittura di de Chirico soprattutto nelle tele del periodo metafisico. Tale manichino difatti si caratterizzò fin dal principio come una metafora dell'artista creatore, una sorta di suo doppio inquietante, e costituì la soluzione più efficace alla tendenza dechirichiana a proiettarsi autobiograficamente in ogni sua opera d'arte. Anche la scelta del soggetto di questa tela aveva degli evidenti risvolti personali che si mescolavano ad alcuni più strettamente filosofici. Rendendo esplicita l'idea dell'eterno ritorno nietzschiano, in cui passato e futuro si confondono sino all'annullamento, la Parabola del figlio prodigo permetteva all'autore di tradurre in immagini alcuni passaggi cruciali della sua esistenza artistica e privata: il "ritorno in patria" dopo gli anni parigini nel 1915, il "ritorno al mestiere" nel 1919 e il "ritorno al romanticismo" nel 1924. Il ritorno del figliol prodigo del 1922, con il suo manichino, si deve interpretare non tanto come un ritorno alla metafisica quanto un atto di riconciliazione con il classicismo, con la storia artistica nazionale e più in generale con il museo: non a caso il padre è rappresentato come una statua ottocentesca. L'ambientazione del quadro appare priva di ambiguità prospettiche e costruita secondo i canoni quattrocenteschi, con una linea di orizzonte bassa che mette in risalto la posizione centrale della coppia in primo piano. In esso spiccano il vistoso omaggio all'architettura fiorentina nell'edificio a destra e il gradevole paese toscano. Mentre il luminoso cielo percorso da nubi ostenta un debito nei confronti del Mantegna e del Bellini. L'operazione di recupero del passato, infine, era completata dalla scelta di dipingere la tela con la tecnica della tempera grassa anziché con il più consueto olio.

Photo Credits: catalogo.beniculturali.it Text Credits: it.wikipedia.org

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