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Museo del Novecento

Autore: Gianni Dova
Tipologia: dipinto

Descrizione

Il dipinto, informale, fu realizzato da Dova nel 1954. Artista romano fu tra gli animatori della Galleria del Cavallino a Venezia e della Galleria del Naviglio a Milano. Nel 1947 aderì al Movimento Spazialista. Dova fu tra i protagonisti di questo movimento cresciuto intorno alla Galleria del Naviglio di Carlo Cardazzo e ne firmò diversi manifesti. Nei primi anni cinquanta aderì al movimento della pittura nucleare con Enrico Baj e Sergio Dangelo, a cui è ascrivibile ques'opera: i Nucleari vogliono abbattere tutti gli "ismi" di una pittura che cade inevitabilmente nell'accademismo, qualunque sia la sua genesi. Essi vogliono e possono reinventare la Pittura. Le forme si disintegrano: le nuove forme dell'uomo sono quelle dell'universo atomico. Le forze sono le cariche elettriche. La bellezza ideale non appartiene più ad una casta di stupidi eroi, né ai robot. Ma coincide con la rappresentazione dell'uomo nucleare e del suo spazio. La verità non vi appartiene: è dentro l'atomo. La pittura nucleare documenta la ricerca di questa verità.

Photo Credits: catalogo.beniculturali.it Text Credits: it.wikipedia.org

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