Lingue

Diana cacciatrice

Museo di Palazzo Reale

Tipologia: arazzo

Descrizione

Questo magnifico arazzo, insieme agli altri due conservati nel medesimo Palazzo , sono alcuni tra i più antichi panni giunti fino a noi. Grazie infatti ai monogrammi dei tessitori presenti lungo la cimosa di destra – rispettivamente “HT” di Hans Taye e “FM” oggi purtroppo non più scioglibile – tutti e tre gli arazzi si sono potuti attribuire alla cosiddetta “boutique d’or”, ovvero al più importante degli atelier facenti parte della manifattura del faubourg Saint-Marcel, riconducendo così la loro esecuzione al 1610 circa. Molto probabilmente i tre panni oggi a Palazzo Reale facevano parte di una serie più numerosa, andata poi dispersa e oggi non ancora ricostruita. L’arrivo nelle collezioni di Palazzo Reale dovette avvenire entro la prima metà del Settecento, datano infatti al 1740 gli stucchi che, nell’ambiente che ha preso il nome di Sala degli arazzi, sono stati realizzati appositamente risparmiando le specchiature destinate all’inserimento dei panni. Forse il loro acquisto fu merito di Gio. Luca Durazzo, ambasciatore della Repubblica a Parigi per due volte dal 1659 al 1672 e dal 1673 al 1674. Questa possibilità non ha però, ad oggi, alcun riscontro documentario. La reiterata presenza di cani da caccia anche lungo le bordure - in sintonia con anche gli altri due arazzi conservati nel medesimo Palazzo - sembra ulteriormente confermare che i tre panni facessero parte di una unica serie dedicata alla dea della caccia

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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