Lingue

Testa di Medusa

Galleria degli Uffizi

Autore: Michelangelo Merisi detto Caravaggio
Tipologia: dipinto
Sala: Sala 90

Descrizione

Il celebre dipinto fu donato dal cardinale Francesco Anton Mario del Monte al Granduca Cosimo II nel 1608 in occasione delle sue nozze con Maria Maddalena d'Austria. Fu dipinto dal Merisi su uno scudo. Medusa era un mostro con la testa ricoperta da una capigliatura di serpi sibilanti, il cui sguardo aveva il potere di pietrificare chiunque la guardasse. L'eroe Perseo, grazie all'aiuto di Minerva e Mercurio scovò Medusa e la uccise recidendole il capo. Per poter evitare lo sguardo terrificante, l'eroe non guardò il mostro, ma la sua immagine riflessa su di un lucido scudo di bronzo. In seguito, donò la testa recisa a Minerva che la collocò sulla sua egida per terrorizzare i nemici. Nel suo dipinto, Caravaggio non raffigura l'uccisione di Medusa da parte di Perseo, ma la testa appena recisa, con il sangue che sgorga e la bocca spalancata nell'urlo. L'opera è un saggio stimabile delle capacità ottiche del pittore, che riesce ad annullare gli effetti della convessità del supporto. La luce, proveniente dall'alto, proietta l'ombra della testa sul fondo verde dello scudo. L'osservatore ha dunque l'impressione che l'ombra venga proiettata su di un fondo concavo e quindi che la testa vi fluttui sopra. Il volto della Medusa è colto nel momento dell'urlo, scaturito dall'improvviso taglio della testa dalla cui base sgorga un fiotto di sangue. Gli occhi spalancati e allucinati, la tensione del corrugamento della fronte, la bocca spalancata che mostra i denti e il fondo oscuro dell'interno, sono esaltati dalla luce calda e improvvisa. La luce evidenzia anche l'orrore prodotto dalla capigliatura di serpi.

Photo Credits: catalogo.beniculturali.it Text Credits: it.wikipedia.org

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