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Quattro santi coronati

Sculture dei tabernacoli esterni della Chiesa di Orsanmichele

Autore: Nanni di Banco
Tipologia: statua

Descrizione

Il gruppo dei Quattro Santi Coronati di Nanni di Banco fa parte del ciclo delle quattordici statue dei protettori delle Arti di Firenze nelle nicchie esterne della chiesa di Orsanmichele. Fu commissionato dall'Arte dei Maestri di Pietra e Legname e risale agli anni fra il 1409 circa ed il 1417. È in marmo apuano ed è composto da quattro figure; la più alta misura 203 centimetri. Oggi si trova conservato all'interno del Museo di Orsanmichele, mentre all'esterno è sostituito da una copia. I Quattro santi coronati (Casorio, Claudio, Sempronio e Nicostrato) furono quattro martiri del tempo di Diocleziano. Essi erano tradizionalmente scultori che si rifiutarono di erigere una statua al dio Esculapio per l'imperatore, a causa della loro fede cristiana, e per questo vennero perseguitati. Il loro ruolo di protettori della categoria di scultori e architetti è testimoniato dal rilievo alla base del tabernacolo, dove i Quattro Santi sono raffigurati alle prese con opere di costruzione, di falegnameria, di calcolo architettonico e di scultura. L'opera fu una vera prova di virtuosismo per la difficoltà di mettere quattro figure in una nicchia creata per ospitarne una. Lo scultore ne rimpicciolì leggermente le dimensioni e creò una disposizione a semicerchio, accompagnando in questo modo lo spazio semicilindrico della nicchia, con riferimenti e giochi di sguardi tra le figure, come in una reale conversazione. La composizione ebbe molta influenza sull'arte del tempo, come nel cerchio degli apostoli attorno a Cristo nell'affresco del Tributo di Masaccio alla Cappella Brancacci. Le statue vennero ricavate da tre soli blocchi di marmo, con le due di destra composte in un unico blocco e caratterizzate dalla maggiore sofisticatezza delle pose e da un più accentuato naturalismo nei gesti. La ricca volumetria plastica dei corpi è accentuata dal ricco panneggio all'antica, secondo una moda nata proprio nel primo decennio del Quattrocento a Firenze e che ha in quest'opera uno degli esempi più antichi. Le figure sono pervase da una forte componente anticheggiante, che caratterizza le pose solenni, l'abbigliamento e la volumetria dei corpi e delle teste, ispirate ai ritratti imperiali romani. Rispetto alle opere coeve di Donatello le statue di Nanni di Banco sono caratterizzate da una solenne staticità, prive di quell'energia trattenuta ma ben vibile che è tipica dei lavori del collega e amico. Con la loro nobile austerità, i santi di Nanni di Banco esprimono la ritrovata dignità dell'individuo tramite la lezione dell'antico, coronando il severo ideale civile dell'umanesimo fiorentino di stampo trecentesco.

Photo and Text Credits: it.wikipedia.org

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