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Incredulità di San Tommaso

Sculture dei tabernacoli esterni della Chiesa di Orsanmichele

Autore: Andrea del Verrocchio
Tipologia: statua

Descrizione

Il gruppo statuario dell'Incredulità di san Tommaso di Andrea del Verrocchio fa parte del ciclo delle quattordici statue dei protettori delle Arti di Firenze nelle nicchie esterne della chiesa di Orsanmichele. Fu commissionata dal Tribunale della Mercanzia e risale agli anni fra il 1466 ed il 1483. È in bronzo ed è alta 241 centimetri. È l'unica scultura del gruppo a non essere a tutto tondo: a parte le teste, si tratta infatti di un altorilievo cavo privo del lato posteriore. Oggi si trova conservata all'interno del Museo di Orsanmichele, mentre all'esterno è sostituita da una copia. L'edicola centrale sulla via principale (via dei Calzaiuoli) era riservata al Tribunale di Mercatanzia, l'organo che disciplinava le questioni giuridiche e amministrative tra le Arti. Nel 1463 l'edicola fu acquistata dal Tribunale, che nel 1466 incaricò Verrocchio di realizzare un nuovo monumento. Il gruppo di Cristo e San Tommaso mostra l'episodio evangelico (Giovanni 20, 24-29) in cui l'apostolo dubita del Cristo risorto e per questo viene invitato dal Redentore a toccare con mano la sua ferita nel costato. Innovativa è l'idea di rappresentare le figure sacre come in dialogo fra loro in una simulazione teatrale, con Cristo che è rappresentato mentre alza il braccio e discosta la veste per mostrare la ferita al discepolo, che guarda incredulo e fa per toccare. Il gruppo venne ben presto ammirato per la felice scelta compositiva, per le espressioni dei protagonisti e per la perizia con il quale si era risolto il problema dell'angusto spazio della nicchia: San Tommaso è infatti posto un gradino sotto al Cristo, la sua gamba copre la base di una delle colonnine e il suo piede destro esce dalla nicchia, bucando lo spazio della rappresentazione. Il panneggio è pesante e cade come se fosse bagnato, secondo un tratto stilistico che venne ripreso anche dagli allievi Botticelli e Leonardo. Durante il restauro si è appurata l'eccellente esecuzione, con la padronanza della tecnica a cera persa che ha permesso un'unica gittata per ciascuna delle figure.

Photo and Text Credits: it.wikipedia.org

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