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Vittoria su Pisa

Museo di Palazzo Vecchio

Autore: Jean De Boulogne Detto Giambologna
Tipologia: gruppo scultoreo
Sala: Salone dei Cinquecento

Descrizione

Committente del gruppo scultoreo fu Francesco I che lo volle come "pendant" della "Vittoria" di Michelangelo donata al duca Cosimo, su esplicicta pressione del Vasari, dal nipote dello scultore Leonardo Buonarroti nel 1564. Il modello in stucco fu sistemato nel salone verso il dicembre del 1565, in occasione delle nozze di Francesco con Giovanna d'Austria. Un disegno di mano del Borghini testimonia l'originaria collocazione del gruppo al centro della parete ovest e a lato dell'affresco con "L'assedio di Pisa" che fu cominciato nel 1567; tale sistemazione é stata ripristinata in occasione delle mostre medicee del 1980. Il grande modello in gesso fu preceduto da due bozzetti di piccolo formato, uno in cera e l'altro in terracotta (Londra, Victoria and Albert Museum; due testine in terracotta dei personaggi sono conservate al Bargello). Rispetto alla composizione piú aperta e ricca di vuoti, sull'esempio della scultura allenistica, propria del modelletto in cera, la struttura del grande gruppo in gesso presenta un riavvicinamento delle due figure dovuto a motivi di ordine statico, ma anche al tentativo di assumere, nel temibile confronto con il gruppo della "Vittoria", un tono piú michelangiolesco. A una data imprecisata (sicuramente nel 1574 non si trovava piú nel Salone, come testimonia un disegno del Buontalenti), il gesso fu trasportato nel cortile dello studio del Giambolgna dove sarebbe servito da modello per la traduzione in marmo, che tuttavia precedette a rilento a causa degli impegni del Giambologna a Castello e a Boboli. La redazione definitiva in marmo fu collocata nel salone soltanto in occasione delle nozze di Ferdinando I con Cristina di Lorena (1589). Il gesso fu spostato in seguito alla Galleria dell'Accademia. Circa il soggetto, esso é stato inteso fin dal Cinquecento come "Fiorenza" e così la cita anche il Giambologna in una lettera del 4 maggio 1567 (Dhaneus). Del Sermantelli é la definizione di "Firenze grande che rappresenta col prigione sotto l'espugnazione di Pisa", ma il significato politico era giá implicito nella sistemazione vasariana della statua nel Salone dei Cinquecento. Durante l'Ottocento il gruppo fu letto invece in chiave morale di "Virtù che opprime il vizio"; la volpe, simbolo di Pisa é infatti al tempo stesso, nella tradizione dell'iconografia del Ripa, rappresentazione dell'stuzia e dell'insidia

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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