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Storie di Cerere

Museo di Palazzo Vecchio

Autore: Giorgio Vasari
Tipologia: soffitto dipinto
Sala: Quartiere degli Elementi, sala di Cerere

Descrizione

Il tema mitologico derivato dalla "genealogia deorum" del Boccaccio fa parte del programma iconografico suggerito da Cosimo Bartoli per la decorazione del quartiere degli Elementi. Spetta tuttavia al Vasari, nei "Ragionamenti" al principe Francesco, l'istituzione di una stretta corrispondenza tematica fra le storie dei celesti qui narrate e quelle della famiglia Medici, illustrate nel quartiere sottostante di Leone X ("non è niente di sopra dipinto che qui di sotto non corrisponda"). Cerere, dea delle messi e benigna verso gli uomini diventa così prefigurazione di Cosimo il Vecchio. La datazione, basata sulle "Ricordanze" vasariane è 1555-1556. Non altrettanto chiara è la distinzione fra le varie mani. Vasari precisa soltanto l'intervento finale del Doceno nel quadro della Cerere mentre per la presenza di Marco da Faenza si contenta di una menzione generica nella vita del Primaticcio ("è di sua mano la maggior parte degli ornamenti di venti diverse sale che sono nel Palazzo ducale"), e circa l'attribuzione anch'essa al Doceno di alcuni putti e festoni "in certi angoli" non spiega se si tratta dei putti del fregio sotto il soffitto o piuttosto di quelli nelle tavole triangolari ai lati di Cerere. Gli studi più recenti (Cecchi, 1977, 1980) propendono per un'ampia partecipazione di Marco da Faenza(fregio con putti, decorazioni a grottesche, medaglioni con le divinità) limitando l'intervento del Doceno al completamento della tavola di Cerere e assegnando al Vasari i triangoli con i putti reggighirlanda e le figure di divinità

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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