Lingue

Soffitto dipinto

Museo di Palazzo Vecchio

Autore: Giorgio Vasari
Tipologia: soffitto dipinto
Sala: Quartiere di Eleonora, sala della Sabine

Descrizione

Un radicale intervento di ripristino eseguito all'inizio del nostro secolo sotto la cura di Alfredo Lensi ha riportato le stanze del quartiere della duchessa Eleonora gia' adibite ad usi impropri nel corso del XIX secolo, allo splendore cinquecentesco. I lavori vasariani ed il loro svolgersi in questa parte del palazzo sono documentati dal fitto carteggio intercorso fra il 1561 ed il 1562, fra l'artista e Cosimo de' Medici. In una lettera del 15 gennaio 1561 il Vasari informa il duca di aver iniziato a togliere i palchi quattrocenteschi michelozziani; in tre lettere del maggio dell'anno seguente inviate al Borghini ed al Caccini, dà infine notizia del completamento del dei lavori. Per quanto concerne la "Sala delle Sabine" l'aretino riferisce al duca di aver terminato di dipingere l'ovato centrale del soffitto il 15 novembre del '61 ed in un ricordo datato 10 gennaio dell'anno seguente dichiara di aver finito quella stanza "dinanzi alla camera verde: dove in un ovato grande si fecie la storia, quando le sabine mettono pacie tra i mariti et i cogniati, con otto quadrij piccoli a olio, drentovj alcune virtù, et un fregio di putti et grottesche atorno, che gli fanno ornamento". La collaborazione di Giovanni Stradano al complesso decorativo ideato ed eseguito dal Vasari, già ricordata dal Borghini per la tavola centrale ed il fregio, e' stata individuata dalla Barocchi anche nelle figure dei pannelli minori. Il programma figurativo della sala che vede l'episodio della sabina Ersilia, moglie di Romolo, che riesce a mettere pace tra i popoli sabino e romano, contornato da una serie di virtù e divinità che esaltano il significato celebrativo della sala, e' ideato insieme a quelli delle stanze attigue dell'appartamento dallo stesso Vasari che infatti dichiara in una lettera a Cosimo di aver progettato di "farvi storie di quelle donne regie che anno con lor fatti paragonato le virtù degli uomini anzi vintogli". Sono documentati per arredo della stanza sei arazzi con storie di donne romane su cartoni dello Stradano, tessuti da Giovanni di Bastiano Sconditi. L'unico arazzo noto della serie e' conservato in Palazzo Vecchio e raffigura "la vestale Claudia che entra in trionfo a Roma con il padre"

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

Prova inQuadro!

Se non ti trovi al museo clicca sul link di seguito e potrai testare la nostra guida inquadrando alcune opere direttamente nella pagina DEMO.

Sei nei dintorni?

Se ti trovi nei dintorni del museo puoi raggiungerlo e inquadrando con il tuo mobile potrai scoprire l’audioguida.