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Simboli dei quattro evangelisti

Museo di Palazzo Vecchio

Autore: Giorgio Vasari
Tipologia: dipinto
Sala: scrittoio del Duca Cosimo o "Tesoretto"

Descrizione

Il piccolo ambiente e' ancora ben conservato nella sua interezza, comprendente gli arredi lignei e il bel pavimento di marmi rossi e bianchi e di pietra serena. Luogo privatissimo con accesso dalla camera di Cosimo, oggi modificato, si distingue dagli altri scrittoi e ricetti del palazzo, per la destinazione forse esclusiva a raccolta ed esposizione di oggetti rari e anticaglie, riposti negli armadi che occupano tutte le pareti, riproponendo il modello della guardaroba, piu' tardi realizzato anche nello studiolo di Francesco. Nella volta, accanto alle allegorie della Pittura, Scultura, Architettura e Musica, sono quattro riquadri narrativi dei quali non e' ben definito il tema, comunque relativo alla conoscenza e alle arti, che il Cecchi suppone ideato da don Vincenzo Borghini. Sussiste in proposito una lettera di questi al Vasari del 3 marzo 1560 che ricorda alcuni indirizzi iconografici per la volta, poi abbandonati, che includevano Augusto imperatore, figura a cui fa costante riferimento la cultura cosimiana. Personaggi illustri della storia antica non mancano comunque anche nel programma realizzato, dove compare 'Alessandro davanti a Diogene', come Cosimo uomo d'armi e di lettere. Sul piano esecutivo e' documentata la presenza dello Stradano a cui Cecchi attribuisce l'intera esecuzione dei dipinti, contraddicendo l'opinione di Paola Barocchi (1964), che invece vi riconobbe la mano del Poppi. Questa opinione ci sembra decisamente da condividere, giacche' sia negli ovati che in alcuni riquadri si puo' riconoscere il colorito morbido e sfumato proprio del Poppi, ripreso dalla pittura del Naldini e di ascendenza sartesca. La possibilita' di una collaborazione dei due artisti in ambito vasariano non era nuova: il Morandini, protetto di Borghini, pare infatti avesse gia' 'ritoccato' figure del fiammingo nella pala d'altare per la Pieve d'Arezzo, ora alla Badia (Barocchi), intervenendo forse anche nelle 'Storie di Ulisse' della sala di Penelope (1561-1562)(Barocchi). E' con probabilita' da riferire a un altro ambiente la notizia che in questo stanzino figurasse nell'inventario del 1553 un letto e pareti coperte di cuoio (Conti, 1893). Si ricorda che nel quarto dei 'Ragionamenti' di Vasari (1588) e' attentamente descritta una diversa sistemazione degli oggetti d'arte di questo stanzino, che introduce il nuovo principio espositivo realizzato qualche anno piu` tardi nella Tribuna degli Uffizi (Frulli)

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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