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Madonna dell'Impannata

Museo di Palazzo Vecchio

Tipologia: dipinto
Sala: Quartiere di Leone X, Cappella dei SS. Cosma e Damiano

Descrizione

La tavola oggi presente sull'altare della cappella dell'appartamento di Leone X e' copia cinquecentesca della "Madonna dell'impannata" commissionata a Raffaello Sanzio da Bindo Altoviti ed eseguita nella bottega dell'urbinate - come tende a dimostrare tutta la critica piu' recente - sotto la stretta direzione del maestro intorno al 1514. Per le vicende critiche e la bibliografia specifica dell'opera originale, rimando alla scheda redatta da Alessandro Cecchi nel recente catalogo della mostra fiorentina su Raffaello. Citata dal Vasari nella prima edizione delle Vite quando ancora si trovava nella casa fiorentina del banchiere Bindo Altoviti, la "Madonna dell'impannata" e' ricordata nella seconda edizione delle Vite sull'altare della cappella del quartiere di Leone X in Palazzo Vecchio fra le due tavole vasariane con i Santi Cosma e Damiano. Con tutta probabilita' fu collocata in questo ambiente durante la ristrutturazione dell'appartamento, certamente prima del 3 luglio 1588 quando le sale furono aperte per le nozze di Lucrezia de' Medici con Alfonso II d'Este. Il quadro passo' nelle collezioni medicee in seguito all'esproprio del patrimonio degli Altoviti comprensivo di tutte le cose fiorentine della famiglia nel rione di Parione che furono donate da Cosimo I al marchese di Marignano, artefice della vittoria medicea del 2 agosto 1554 a Scannagallo in Val di Chiana sui fuorusciti fiorentini durante la guerra di Siena. La tavola, passata nelle collezioni ducali probabilmente su suggerimento dello stesso Vasari che tanto l'aveva magnificata nelle due redazioni delle Vite, nel 1589 e' documentata nella Tribuna degli Uffizi. Sull'altare della cappella del quartiere di Leone X fu dunque sostituita da una copia piuttosto fedele e di buona qualita' il cui autore, probabilmente un fiorentino della generazione posteriore al Vasari, non e' documentato. La copia deve comunque esser stata commissionata durante il principato di Ferdinando I, in occasione dello spostamento dell'originale

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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