Lingue

Giustizia

Museo di Palazzo Vecchio

Autore: Benedetto Da Maiano
Tipologia: statua
Sala: sala dell'Udienza

Descrizione

Vasari descrivendo il portale marmoreo tra la sala dei Gigli e la sala dell'Udienza attribuisce alla mano di Benedetto da Maiano la figura della Giustizia. La statua, concepita da Benedetto per ornare il timpano del portale, sul lato dell'Udienza, fu eseguita presumibilmente tra il 1477 e il 1478. Dai documenti pubblicati dal Poggi e reinterpretati recentemente dalla Carl, risulta che Benedetto ebbe la commissione dei soffitti delle due sale nel 1472, e che a partire dal 1476 mise mano alla porta interrompendo i lavori nella cappella di Santa Fina a San Gimignano. Nel dicembre 1478 la porta fu valutata ed è probabile che in questa circostanza fosse perfettamente completata. Le parti scultoree appoggiate sopra l'architrave, la Giustizia sul lato dell'Udienza, e il san Giovannino e i putti con candelabri sul lato della sala dei Gigli furono tolti dalla loro collocazione originaria ai tempi di Cosimo I e entrando a far parte a tutti gli effetti delle collezioni ducali persero con il tempo ogni legame con la struttura architettonica. La Giustizia è presente nell'inventario della Guardaroba Granducale del 1666 e passò poi alle Gallerie degli Uffizi e dopo un periodo nei depositi delle Gallerie giunse al Museo Nazionale del Bargello, dove rimase esposta fino al 1909, quando su suggerimento del Lensi fu riportata nella sua collocazione origianaria. La figura teneva nella mano destra, ora mutila, una spada che fu messa ad oro da un coltellinaio come appare dai pagamenti relativi. Il Vasari ricorda che l'altra mano sorreggeva la palla del mondo

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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