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Figure allegoriche femminili

Museo di Palazzo Vecchio

Autore: Giorgio Vasari
Tipologia: dipinto
Sala: Quartiere di Cosimo

Descrizione

Ricavata nello spessore delle mura, l'imbotte della piccola finestra su via della Ninna è quanto oggi rimane degli affreschi della camera del duca fatta decorare da Cosimo negli anni 1559-1560 in aggiunta all'altra camera, più grande e meno nascosta, posta allo stesso piano sull'angolo del palazzo fra la piazza e via della Ninna, quarta stanza descritta nell'inventario del 1533 pubblicato dal Conti. Con le trasformazioni vasariane del palazzo infatti, anche il Quartiere di Cosimo cambiò aspetto riguardo a quello inventariato nel 1553: qui venivano citati uno "stanzino del Duca", oggi non più identificabile per le successive trasformazioni dell'ambiente ora riconosciuto come "studiolo" di Francesco I, il "tesoretto" riccamente decorato ed ancora integro, e la "camera del Duca", ambienti tutti collegati da scale nascoste. La camera, che doveva essere ricchissima di decorazioni e stucchi come ancora oggi appare il vicino tesoretto, fu completamente rovinata intorno al 1865 quando l'architetto Falconieri vi fece costruire una rampa della scala di accesso al Salone (che allora ospitava la camera dei Deputati) da via della Ninna, come risulta ancora nella pianta pubblicata dal Conti nel 1893. Demolita la scala, le pareti e la volta della camera sono rimaste nude mentre una traccia degli affreschi rimane nel sottarco dell'imbotte della finestra. Il soggetto rappresentato dal Vasari con la collaborazione dello Stradano, è piuttosto incerto per la frammentarietà delle pitture ma è descritto in una lettera del Borghini al Vasari con un piccolo schema in appendice e in un'altra, forse del Bartoli allo stesso aretino. Le lettere tuttavia contengono notevoli differenze e non risolvono il problema dell'identificazione iconografica del soggetto che si doveva comunque ispirare alle gesta di Salomone, Carlo Magno, Cesare (o Scipione) e Davide. L'analogia fra il soggetto della volta, perduto ma ricordato dai documenti, e quello di certi arazzi tessuti in quegli anni dell'Arazzeria Medicea su disegno dello Stradano, fa supporre che la camera fosse tutta rivestita di arazzi

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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