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Ercole e Cerbero

Museo di Palazzo Vecchio

Autore: Marchetti Marco Detto Marco Da Faenza
Tipologia: dipinto
Sala: Quartiere degli Elementi, sala di Ercole

Descrizione

L'iconografia dell'episodio della cattura di Cerbero fu suggerita al Marchetti dalla conoscenza delle incisioni che Gian Giacomo Caraglio trasse a Roma dai disegni del Rosso Fiorentino. Il personaggio di Ercole e' infatti raffigurato con la clava alzata nell'atto di colpire il tricefalo Cerbero che, invece, secondo il mito e l'iconografia tradizionale fu ucciso dall'eroe senza usare armi, soffocato dalla sola forza delle braccia. Ercole infatti, come ultima delle dodici fatiche impostegli da Euristeo, aveva avuto il compito di riportare sulla terra Cerbero, il cane che custodiva le porte dell'Ade. Nell'impresa l'eroe fu aiutato da Minerva e Mercurio, mentre fu Plutone che lo autorizzo' a portare alla luce del sole il cane tricipite, ma a patto che riuscisse a farlo senza l'aiuto delle armi. Ercole vi riusci' e dopo averlo mostrato al re Euristeo, ricondusse l'animale agli inferi. La vittoria di Ercole su Cerbero simboleggia quella dei principi sull'avarizia "la quale si vince con la liberalita'" e "colle magnificenze delle spese pubbliche, e con quelle fabbriche che hanno fatto". Con queste parole Vasari allude alle commissioni medicee ed in particolare a quelle del duca Cosimo

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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