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Ercole e Acheloo

Museo di Palazzo Vecchio

Autore: Marchetti Marco Detto Marco Da Faenza
Tipologia: dipinto
Sala: Quartiere degli Elementi, sala di Ercole

Descrizione

Sulla scorta della descrizione che Vasari fornisce a Francesco I nei 'Ragionamenti', l'episodio è stato tradizionalmente riferito nelle fototeche e dalla letteratura, all'uccisione del Toro di Creta. La presenza di due ninfe a cui Ercole porge un corno perchè esse lo riempiano di messi e fiori per farne una cornucopia, induce invece a riferire la scena ad un altro episodio narrato da Sofocle nelle Trachinie e facente parte della serie di avvenimenti che portano Ercole alla morte e poi alla deificazione: l'uccisione di Acheloo per conquistare la sposa Deianira. La fanciulla di Trachis aveva due pretendenti: Ercole e la divinità fluviale Acheloo; nella lotta ingaggiata tra i due, Acheloo si mutava continuamente da serpente in toro, ma Ercole riuscì a sottomettere ed uccidere il rivale quando questo aveva le sembianze del toro, cui riuscì a staccare un corno. Marco da Faenza con la consueta vivacità qui ancora molto influenzata dai modi del Doceno, rappresenta infatti l'eroe mentre atterra l'animale sul quale preme con forza un ginocchio. L'iconografia della scena è tratta da un'incisione del Caraglio su disegno del Rosso Fiorentino che rappresenta esplicitamente l'uccisione di Acheloo. L'errata descrizione vasariana dell'episodio è da attribuire ad uno dei tanti errori di imprecisione che l'aretino ha fatto nella compilazione delle 'Vite' e dei 'Ragionamenti', usciti postumi nel 1588

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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