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Dodici mesi

Museo di Palazzo Vecchio

Autore: Giorgio Vasari
Tipologia: decorazione pittorica
Sala: Quartiere degli Elementi, sala di Opi

Descrizione

Nel 1555 Vasari subentrò a Battista del Tasso come direttore dei lavori di ripristino nel quartiere "verso la piazza del Grano" chiamato degli Elementi. Nella decorazione della sala di Opi, iniziata alla fine del 1555, il Vasari ebbe come collaboratori Cristofano Gherardi e Marco da Faenza. La presenza del Gherardi è documentata con precisione dall' aretino il quale nella sua biografia scrive che il Doceno eseguì i pannelli con le quattro stagioni e i leoni che tirano il carro di Opi nell' ovale centrale. P. Barocchi riteneva opera del Doceno anche il fregio decorato con grottesche e con le rappresentazioni dei Mesi. A. Cecchi, dopo aver trovato documenti che attestano la presenza del Marchetti nella decorazione della sala, ha attribuito a quest' ultimo tutta l'esecuzione del fregio. Il programma iconografico del quartiere degli Elementi, di cui il ciclo della Sala di Opi è parte, è tratto dalla 'Genealogia degli DEi' di Giovanni Boccaccio, che il letterato Cosimo Bartoli adattò ad esaltazione del duca Cosimo, il quale "assunto al governo de' popoli per generazione... è nominato aiuto e soccorso de' popoli come Opi" (Vasari). Il parallelismo tra le sale del quartiere degli Elementi, dedicate alla genealogia degli dei celesti e le sottostanti del quartiere di Leone X dedicate alla genealogia dei Medici, per cui Opi è l'equivalente di Lorenzo il Magnifico (Vasari), come nota E. McGrath è da considerare un'invenzione posteriore del Vasari

Photo and Text Credits: catalogo.beniculturali.it

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